21 ottobre 2020
Aggiornato 09:30
Politiche europee

MES e Recovery Fund, il Ministro Amendola punta a coinvolgere il Parlamento: «Insieme possiamo fare scelte giuste»

Il Ministro per gli Affari europei: «Le riforme saranno uno degli elementi fondamentali dei prossimi mesi in parlamento: non sono condizionalità dell'Europa, sono necessità del Paese»

Il Ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola
Il Ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola ANSA

Con un atteggiamento «sereno e serio tra governo e parlamento possiamo fare tutte le scelte». Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, ospite di 'Fatti e misfatti' su Tgcom24. «Ho sempre detto che era necessario chiudere tutti gli accordi. Ci abbiamo messo quattro mesi per chiudere l'accordo del Recovery Fund, allo stesso tempo la BCE è intervenuta pesantemente e vediamo i risultati con l'acquisto titoli che tiene lo spread sotto controllo», ha detto Amendola, «poi, insieme, abbiamo sviluppato queste tre reti di emergenza».

«Una è già attiva in Italia che è lo Sure, sono 27,4 miliardi per ristori per la cassa integrazione, molto utile», ha aggiunto il ministro per gli Affari europei, «un'altra è questa linea di credito sul MES: io, non lo dico per sfuggire alle polemiche e al dibattito parlamentare molto infuocato, credo che un Paese sano e intelligente si siede, guarda il suo fabbisogno, il suo tendenziale (e adesso discuteremo proprio in settimana della Nadef, in preparazione alla legge di bilancio) e sceglie in maniera serie quello che serve alle nostre casse. Calcolare quanto debito dobbiamo fare, perché molte di queste misure sono debiti, anche con tassi di interesse vantaggiosissimi. Ma costruisce quella che è la sua linea economica per i prossimi anni. Credo che se abbiamo un atteggiamento sereno e serio tra governo e parlamento possiamo fare tutte le scelte».

«Riforme sono necessità del Paese»

Nell'euforia del Recovery Fund, ha proseguito, «di cui io sono contento, alcuni non vedono che dentro il Recovery ci sono le linee di investimento da fare per modernizzare il Paese, ma c'è anche la richiesta di fare riforme. Ma riforme che servono all'Italia: pubblica amministrazione, giustizia, velocità dei tempi della burocrazia. Le riforme saranno uno degli elementi fondamentali dei prossimi mesi in parlamento: non sono condizionalità dell'Europa, sono necessità del Paese. Altrimenti utilizziamo risorse senza poi avere i meccanismi burocratici per saperle spendere», ha concluso il Ministro.

Conte: «Piano sarà motore della crescita»

«Il nostro piano di ripresa, di resilienza dovrà costituire il motore della crescita per accrescere in particolare nel mezzogiorno la dotazione di infrastrutture di trasporto, per incrementare le attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica a beneficio del settore agricolo e a tutela del nostro territorio, per ridurre il divario digitale che purtroppo colpisce soprattutto le aree interne». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, al centenario di Confagricoltura.

«Il governo - ha aggiunto - è pronto per aiutare il comparto agroalimentare a crescere, per rafforzarne la competitività tanto più di fronte delle difficili sfide dopo la pandemia. Il piano Next generation Eu ci consente di poter disporre di risorse finanziare aggiuntive che si aggiungono a quelle che ci deriveranno dal nuovo quadro finanziario pluriennale».

«Siamo nella condizione di programmare il superamento di tante criticità con un attenta strategia: il governo è assolutamente impegnato affinché il settore agroalimentare sia protagonista della strategia della crescita del paese», ha concluso.