7 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Mes, Gualtieri al Senato: «Riforma è un successo per l'Italia, comico temere rischi»

Il Ministro dell'Economia: «Stiamo parlando di una cosa che non cambia e che, se cambia un pò, cambia in meglio. Il backstop raddoppia i soldi per il fondo di risoluzione»

Il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri
Il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri ANSA

ROMA - La riforma del Mes «è un successo per l'Italia e per tutti quei Paesi che chiedevano da tempo un tassello aggiuntivo». Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in audizione al Senato, sottolineando tuttavia che si tratta di «un piccolo passo avanti» che riguarda prevalentemente l'introduzione del backstop che «è meglio che non averlo: è una cosa comune in più». Il successo, ha quindi detto Gualtieri, è «limitato perché abbiamo ambizioni ben maggiori».

«Se tutto ciò rappresenta una terribile innovazione e mette l'Italia sotto osservazione, lo trovo comico: stiamo parlando di una cosa che non cambia e che, se cambia un pò, cambia in meglio». Il titolare di Via Venti Settembre ha spiegato che la nuova del Mes quella di backstop per l'Unione bancaria, è stata chiesta da «Italia, Francia e altri Paesi. A dicembre si sono definitivi gli elementi di questa facility». In sostanza, ha aggiunto, «il backstop raddoppia i soldi per il fondo di risoluzione».

Criterio sostenibilità debito non cambia

«Ho sentito una tesi divertente» secondo cui la riforma del Mes introduce «il criterio della sostenibilità del debito per la concessione degli aiuti. Questo criterio non cambia: c'era già prima ed è rimasto». Il ministro Gualtieri ha quindi ribadito che è falsa la tesi secondo cui si sarebbe introdotta la ristrutturazione automatica del debito. «Il dibattito era: lo teniamo come adesso, dove la ristrutturazione del debito è richiesta in casi eccezionali e va gestita con grande attenzione, o deve diventare condizione automatica? Ha vinto la posizione numero uno, cioè è rimasto come prima, quindi chi dice o scrive che con la riforma si introduce la ristrutturazione del debito automatica dice una cosa falsa».

La riforma non sposta i poteri dalla Commissione alMes

«Non vorrei dire sconcertato ma sono sorpreso e stupito di alcune cose che ho letto e ho sentito» a partire dal fatto che la riforma del Meccanismo europeo di stabilità sposta il potere dalla Commissione al Mes. «Questa riforma non sposta il potere dalla Commissione al Mes. Chi decide sono gli stati membri azionisti del Mes, non cambia una virgola questo era prima ed è dopo. Il trattato non riduce i poteri della Commissione, semmai non li aumenta come alcuni di noi avremmo voluto», ha aggiunto il Ministro.

Completare l'Unione bancaria, tutela l'interesse nazionale

E' in corso una discussione «rilevante e sensibile» sul «completamento dell'Unione bancaria. Noi auspichiamo l'introduzione di un meccanismo comune di garanzia sui depositi ma non riteniamo debba essere sottoposto a condizionalità rispetto al mutamento del trattamento prudenziale dei titoli di Stato detenuti da banche e assicurazioni. Questo sì, se introdotto potrebbe avere degli effetti negativi». Lo ha affermato il ministro dell'Economia sottolineando che «c'è l'impegno del governo a negoziare i criteri e i principi dell'Unione bancaria con chiaro impegno a salvaguardia della tutela dell'interesse nazionale ed europeo, il dibattito si concentri su questo piuttosto che su un falso problema». Il ministro ha, quindi, invitato a «concentrare il dibattito su quest'aspetto piuttosto che sul falso problema del Mes, la cui riforma non è né rilevante né significativa, nel bene o nel male. Il dibattito su questo è ampiamente immeritato».

Processo manipolatorio. Conte coerente con mandato

«Attualmente c'è un processo manipolatorio in atto che trasforma con pervicacia affermazioni fuori contesto in posizioni su questa riforma del trattato». Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in audizione al Senato sulla riforma del Mes, rispondendo alle osservazioni del senatore Adolfo Urso (Fdi) che nel suo intervento aveva ripreso alcune frasi dell'ex responsabile del Tesoro per il debito pubblico, Maria Cannata, del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco e del presidente dell'Abi Antonio Patuelli.

«Quando un parlamentare non ritiene di avere argomenti propri prende una citazione sbagliata manipolandola a sostegno delle proprie tesi», ha chiarito Gualtieri. Le affermazioni sono «fuori contesto e a sproposito» e vengono usate a volte «come armi contundenti» per «portarle a sostegno delle proprie tesi». Il ministro ha poi difeso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «Sono lieto di assicurare al senatore Candiani che l'atteggiamento tenuto da Conte è in coerenza con il mandato parlamentare che la risoluzione gli attribuiva». Conte «è stato assolutamente corretto a giugno non è stata presa alcuna determinazione definitiva che ci sarà solo quando ci sarà la firma sul trattato».

Italiani meno tutelati senza il Mes

«I cittadini italiani sarebbero meno sicuri, meno forti e meno tutelati senza il Mes. Quando questo Parlamento arriverà a votare, sono fiducioso che tutte le personalità che sono intervenute in questi giorni suggeriranno di sottoscrivere questo documento perché ci tutela, anche perché prima del Mes non c'erano strumenti per aiutare gli stati in difficoltà», ha detto il ministro precisando che anche lui non è completamente soddisfatto della riforma ma è sempre meglio che non averla, così come, ha detto, «non sono soddisfatto per l'attuale governance dell'area euro, c'è molta strada da fare» ma questo non vuol dire che «gli italiani vorrebbero uscire dall'euro».