14 novembre 2019
Aggiornato 07:30

Nicola Zingaretti attacca Renzi sulla manovra: «Da Matteo operazione di basso livello»

Il segretario del Pd: «È giusto portare idee, non polemiche. Giudicheranno gli italiani. Senza l'accordo in Umbria sarebbe stata una catastrofe»

Il Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti
Il Segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - «Non starò zitto su questo: si può governare insieme da alleati, non si può governare insieme da nemici perché quando si governa da nemici c'è un prevalere di interessi particolari che danneggia la qualità del governo e su questo non siamo disponibili». Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, intervistato da Giovanni Floris a «DiMartedì», su La7. Nell'esecutivo, ha spiegato, «ci sono troppe polemiche. Noi abbiamo preso l'Italia in una situazione drammatica, con tanti litigi, tanti debiti, senza proposte, con la valanga dei 23 miliardi dell'Iva. Questa finanziaria ha cominciato a rimettere un po' di soldi in tasca agli italiani, ha eliminato il rischio dell'Iva, ha tolto il ticket, però tutti i giorni si litiga e questo non va bene perché abbiamo promesso agli italiani di dare una speranza contro l'odio». Nel governo, ha notato non senza ironia, «eravamo tre, siamo diventati quattro nel giorno del giuramento».

Chi governa per visibilità si assume responsabilità

Se nell'esecutivo ci sono alcuni che governano per farsi notare, «se è così, se ne assumeranno le responsabilità. A Piazza San Giovanni - ha aggiunto - la destra ha fatto una proposta agli italiani, il Pd dice: noi insieme rappresentiamo il 45-48% degli italiani e diciamo o noi facciamo una proposta per lo sviluppo, la crescita e il lavoro o non è credibile. E il Pd farà questo: costruire una alternativa a chi ci vuol riportare indietro. Gli italiani giudicheranno chi preferisce lavorare per cambiare l'Italia o chi preferisce lavorare per raccattare qualche voto per il suo partitino», ha concluso.

Renzi? Critiche a manovra operazione di basso livello

«Aprire una polemica su una legge di bilancio che tutti avevano sottoscritto per dire che qualcuno è il partito delle tasse è una operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno come una furbizia. E' giusto - ha aggiunto - che tutti portino il contributo nell'alleanza, nessuno chiede a nessuno di stare zitto e non portare idee. Il problema è se porti le idee per determinare dei provvedimenti e costruire o dopo che hai fatto un atto per logorare e criticare gli alleati. Io combatto anche per Renzi - ha concluso - perchè se pensa che fare le polemiche è un modo di conquistare voti ha capito male».

M5s? Paese si cambia vincendo le elezioni

«In Umbria è stata una drammatica sconfitta ma non è stato quell'accordo a far perdere il candidato Bianconi. Senza quell'accordo sarebbe stata una catastrofe. Quindi mi auguro che il M5s, di cui rispetto il travaglio, scelga. Ha due strade: continuare a testimoniare dei valori o provare a cambiare il paese. E il Paese lo cambi vincendo le elezioni dentro una condivisione politica. Se c'è bene sennò il Pd farà la sua parte. Il Pd non sta al governo per occupare poltrone o fare le nomine, sta al governo se cambia e migliora l'Italia. Se queste condizioni vengono meno viene meno anche il motivo per cui stiamo dentro questa compagine governativa».

A Bologna meno correnti più idee

«A Bologna approveremo la riforma totale» del Pd «perché questo è un partito che va rifondato, aperto, cambiato, coinvolgendo ragazze e ragazzi, aprendo una nuova stagione. Vorrei molte meno correnti che bloccano il dibattito e molte più persone che pensano con la loro testa». Il nome non cambierà «perché se si comincia dal nome spesso non si cambia nulla di quello che vorremmo cambiare». Rientrano Bersani e D'Alema? «Non credo, non ci pensano proprio».

Smettiamo di litigare o non siamo alternativa credibile

«Dico ai miei alleati: o la smettiamo di litigare tutti i giorni o non rappresenteremo una alternativa credibile» a Salvini. "E' un po' ipocrita - ha aggiunto - dire che non possiamo permetterci l'elezione di un presidente della Repubblica sovranista e non fare nulla affinchè gli italiani percepiscano una alternativa più credibile a quello che le destre stanno mettendo in campo».