20 settembre 2019
Aggiornato 07:00

Matteo Renzi: «Quanto dura il Governo? Con nomi di qualità non stacco la spina»

L'ex Presidente del Consiglio: «Di Maio al Viminale? No, sarebbe nemico perfetto di Salvini. Gentiloni commissario? Ci sono anche altri nomi»

Matteo Renzi, ex Segretario del Partito Democratico
Matteo Renzi, ex Segretario del Partito Democratico ANSA

ROMA - «Sarà cruciale la discussione sui contenuti. Non potremo mai votare la fiducia a un governo che aumenta l'Iva o che fa passi indietro sulla lotta all'evasione fiscale. In questo senso trovo incoraggianti le prime dichiarazioni di Conte: non dimentichiamo che la procedura di infrazione europea è stata salvata grazie alla nostra fatturazione elettronica. L'Italia è ferma, rimettiamoci a correre». Lo dice, in un'intervista al Messaggero, l'ex premier Matteo Renzi secondo il quale questo governo potrà avere un ampio orizzonte.

«Di Maio al Viminale? No»

«A mio giudizio la legislatura arriverà al 2023. Che ci arrivi questo governo dipenderà dalla qualità dei ministri che saranno scelti. Mi auguro che il premier voglia scegliere i migliori, mettendo in sicurezza soprattutto i dicasteri più delicati a cominciare da Viminale e Tesoro. Salvini aizzerà le piazze contro il governo e al Viminale ci vogliono nervi saldi e un ministro degno di questo nome». E dà un consiglio a Luigi Di Maio, che tra le varie ipotesi sembra accarezzare proprio quel ministero: al Viminale «sarebbe solo il nemico perfetto per Salvini». Il ruolo del capo politico M5s «lo decideranno lui, Zingaretti e Conte. Certo non al Viminale, dove occorre un professionista della sicurezza e non un ex vicepremier che non ha esperienza in questo senso e sarebbe solo il nemico perfetto per Salvini».

«Ho messo la faccia su un'operazione difficilissima»

Quanto ai timori, diffusi, sulla 'lealtà' dello stesso Renzi a questa operazione, «dopo quello che è accaduto in questo mese mi aspetterei un grazie, non la richiesta di garanzie. Io non sono quello che stacca la spina: magari posso essere tra quelli che la spina l'ha attaccata, portando la corrente in un luogo in cui non c'era. Al governo che sta per nascere dirò: pensate a lavorare, non a inseguire i fantasmi. Ho messo la faccia su un'operazione difficilissima per mandare a casa Salvini, che fino a qualche settimana fa sembrava invincibile. L'ho fatto perchè il linguaggio e la postura degli ultimi mesi erano assurdi: pieni poteri, la pacchia è finita rivolto a delle donne violentate, le opacità nelle relazioni con la Russia o sui 49 milioni di euro».

«Voglio nomi di qualità»

Sul Pd, osserva: «E' stata unità vera. Faticosa, ma vera. Abbiamo messo da parte le discussioni interne». Sulla proposta di Beppe Grillo di ministri tecnici, commenta: «Chi fa il ministro è sempre politico, mai solo tecnico. Ma mi piace l'idea: scegliere persone di grande qualità. Ad esempio: con Grillo un anno fa ho firmato un documento a favore dei vaccini, predisposto dal professor Burioni. Mi piacerebbe» gli fosse almeno chiesto di fare il ministro. Sulla possibilità che i renziani facciano parte del governo invece afferma: «I renziani non lo so, non tocca a me. Renzi di sicuro fuori. Fuori e felice».

«Gentiloni commissario? Ci sono anche altri nomi»

«Credo che Gentiloni farebbe benissimo come commissario. Ma come lui ce ne sono altri. Pensi solo a uno con il profilo di Graziano Delrio, convinto europeista e orgoglioso protagonista del recupero dei fondi europei e dei corridoi continentali». Così Matteo Renzi risponde alla domanda sull'ipotesi che possa essere quello di Paolo Gentiloni il nome italiano per il commissario in Ue. «Ho talmente stima di Gentiloni da averlo difeso nel 2013 dall'epurazione delle liste operate da Bersani. Poi l'ho proposto ministro degli Esteri e quindi premier», sottolinea il senatore dem.