20 novembre 2019
Aggiornato 19:00

Zingaretti: «L'avversario di oggi è la Destra illiberale di Salvini. Fondamentale l'unità del PD»

La relazione del Segretario del PD, Nicola Zingaretti, alla Direzione nazionale: «Non alimenterò sospetti ma non ne accetto sul mio operato»

Nicola Zingaretti alla Direzione Nazionale del PD
Nicola Zingaretti alla Direzione Nazionale del PD ANSA

ROMA - «In un passaggio cosi delicato è di fondamentale importanza l'unità del Pd. Io da segretario ce la sto mettendo tutta. Unità perché convinto che oggi la salvaguardia della nostra democrazia passa in gran parte per la tenuta del nostro partito o come pilastro importante di una governo o baricentro di un alternativa possibile da costruire». Nicola Zingaretti ha lanciato l'appello all'unità del partito nella sua relazione alla Direzione nazionale, riunita sul tema della crisi di governo.

«Non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato»

«Sento su di me - ha detto il segretario democratico - tutto il peso e la complessità della sfida e guiderò questo processo complesso, nel totale disinteresse personale, nella massima trasparenza, senza secondi fini. Lo farò e c'è una storia di una vita a dimostrare che lo farò. Non alimenterò sospetti ma non accetterò che si alimentino sospetti sul mio operato, perché questo si sarebbe davvero la fine di tutto».

«Scelte decisive da compiere»

«Carissimi, anche se apparteniamo a generazioni diverse penso di poter dire - ha proseguito - che stiamo vivendo una delle pagine più delicate e complesse della nostra esperienza politica. Dinanzi a noi abbiamo scelte decisive da compiere e dobbiamo farlo - possiamo farlo - consapevoli di ciò che siamo: una grande forza popolare incardinata nella storia migliore di questo paese, portatrice dei valori della democrazia e del patto repubblicano. Nessuno di noi da solo può avere la forza di reggere l'urto degli eventi. Ma tutti noi, assieme, nel rispetto reciproco e nella cura per le differenze, possiamo aggredire anche questa prova».

«L'avversario è la Destra illiberale»

«Il mio non è mai stato - lo sapete - e non è oggi un appello all'unanimismo. Il mio è un appello alla maturità di una comunità politica. Alla franchezza del confronto e alla necessità di avere ben presente, in un passaggio non facile, la gerarchia vera delle priorità. Non siamo quelli pronti a manovre di Palazzo, l'ho detto e lo ripeto. Ma sappiamo benissimo individuare - ha sottolineato ancora Zingaretti - l'avversario di oggi: quell'avversario è una destra illiberale».

«Governo di svolta o alle urne senza paura»

«La possibilità di assorbire la spinta che ha alimentato il populismo passa per una netta radicalità delle politiche, per un piano di riforma che affronti in particolare il tema di quale sviluppo e della lotta alle diseguaglianze sociali. Se nei prossimi giorni tali condizioni troveranno un riscontro basato sulla necessaria discontinuità e su un'ampia base parlamentare io credo dovremo assumerci la responsabilità di dar vita a una Governo di svolta per la legislatura. In caso contrario, se queste condizioni non si realizzassero, nessun pastrocchio o accordicchio temporeggiatore e subito al voto. Senza alcuna paura - ha aggiunto - mettendoci tutta la passione possibile per proporre ai cittadini una 'rivoluzione della speranza' che costruiremo in un grande movimento di persone dal Nord al Sud organizzandoci e combattendo strada per strada in ogni angolo del Paese»

«Problema è trovare soldi non l'esercizio provvisorio»

«Il problema più grave davanti a tutti non è in sè l'esercizio provvisorio, perché uno o due mesi di ritardo nel voto di bilancio non farebbero scattare le clausole. Il problema - ha spiegato - è la mostruosa manovra di bilancio che occorre fare, in un contesto delicato per tensioni Usa e Cina e rallentamento dell'economia tedesca. La clausola IVA da sola vale 23 miliardi. E' il doppio di quella dell'anno passato e la più alta di sempre. Aggiungendo altre spese inderogabili, si arriva quasi a 30 miliardi senza fare nulla di nuovo per sviluppo e crescita». A giudizio del leader del Pd «è questa l'eredità avvelenata che i cittadini devono conoscere di una politica sciagurata che ha finanziato provvedimenti a debito e ha portato al caos di queste settimane. Togliamoci dalla testa l'idea che trovare questi 20/30 miliardi sia una cosa facile. Per questo - ha concluso - per noi la legge di bilancio è il punto di partenza di ogni confronto».

«Governo fallito, Italia isolata»

«Per il Paese l'eredità di questo governo fallito è drammatica. Per i cittadini è drammatica. Siamo isolati nel mondo come non mai, a 5 giorni dalla scadenza non abbiamo indicato il Commissario europeo. Al G7 non si sa da chi saremo rappresentati. L'Italia - ha proseguito - si è fermata ed ha la crescita zero, è esplosa la cassa integrazione, sono crollati gli investimenti e la produzione industriale. Si aprono ogni giorno nuove crisi aziendali. La pressione fiscale è aumentata e si sono contratti i consumi. Aumenta il divario tra Nord e Sud nei confronti del quale è scomparsa qualsiasi idea di sviluppo».

«I ragazzi fuggono in massa dall'Italia»

«Hanno ipnotizzato l'Italia su qualche decina di esseri umani sulle navi delle ONG per oscurare le decine di migliaia di ragazze e ragazzi italiani che hanno ripreso in massa a fuggire dal nostro Paese perché qui non vedono speranze. Ieri dai banchi del Governo, tra le tante parole, queste cifre non sono state pronunciate. E tra coloro che ancora si domandano il perché della fuga agostana improvvisa di Salvini , sarà bene ricordare che oltre alle ombre del caso Russia, - ombre intatte a causa della sua paura a riferire in parlamento - c'è proprio la dimensione della crisi finanziaria che abbiamo davanti».