16 settembre 2019
Aggiornato 08:00

Boccia: «Unica linea politica del Pd è quella di Zingaretti»

Il Deputato e responsabile economico del PD, Francesco Boccia: «O Governo serio o al voto, non c'è spazio per operazioni di basso livello»

Francesco Boccia, responsabile economico del Partito Democratico
Francesco Boccia, responsabile economico del Partito Democratico ANSA

ROMA - «Voglio dirlo con chiarezza: nel Pd nessuno può sostituirsi al segretario sulla linea politica, un segretario eletto pochi mesi fa dalla comunità democratica con un plebiscito. Quel milione e seicentomila sostenitori ci hanno dato una grande responsabilità che è di tutti noi: tenere insieme gli italiani che credono nell'alternativa sociale alle destre. Oggi la direzione servirà a dire la verità e chiarire al nostro interno la posizione di tutti. Zingaretti è stato chiaro: o voto subito e senza paura, sfidando la Lega a viso aperto o governo serio di legislatura, con figure di alto livello e una forte discontinuità su questi quindici mesi disastrosi. Non c'è spazio per governi a tempo solo per fare operazioni politiche di basso livello o per prendere tempo». Così Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile economia e società digitale del Partito Democratico, in diretta a Omnibus su La7.

Orlando: «No a esponenti governi Pd passati»

«Penso che la discontinuità debba essere ricercata rispetto anche alle esperienze che hanno riguardato il Partito Democratico, se apriamo una fase nuova è giusto che sia una fase nuova per tutti». Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando a Radio24. «Partiamo dalle cose da fare e poi ci possono essere esigenze delle forze politiche di avere esponenti che in qualche modo svolgano una funzione di raccordo e di continuità, però sarebbe un po' un Frankenstein, un governo che sia la somma delle compagini del governo Conte e dei governi Renzi e Gentiloni».

«Serve una netta discontinuità con il passato»

Per Orlando, non è possibile «costruire oggi una maggioranza diversa con lo stesso presidente del consiglio. Non mi pare la strada più semplice, anche perché io penso che un governo di questa natura deve essere un governo che parla al paese, che in qualche modo dà il segno anche di una fase nuova. Conte ha dato ieri segno di un sussulto apprezzabile, ma francamente mi pare che ci sia un tratto di trasformismo nel cambiare maggioranza e mantenere parte dello stesso esecutivo. Credo che sarebbe più logico pensare a un esecutivo nel quale si introduca una netta discontinuità».

Marcucci: «Intesa con M5s solo se credibile»

L'ipotesi di un governo-ponte «è un'opzione inutile e poco credibile». L'accordo tra M5s e Pd «dovrà essere discusso seriamente per un governo che duri». Lo dice Andrea Marcucci, capogruppo del Pd al Senato e fedelissimo di Matteo Renzi, in un'intervista a La Stampa in cui spiega che «non possiamo fare sconti» al precedente governo e dunque servirà «una forte discontinuità di persone e programmi». Insomma, «se ci sono le condizioni per un'accordo, dobbiamo tentarlo nell'interesse del Paese». Altrimenti «le elezioni non ci spaventano». Discontinuità a partire dalla riforma costituzionale che taglia i parlamentari: «Così com'è non va bene. Se ci sarà un accordo, sarà complesso e gestito dal nostro segretario». Altro capitolo assai delicato è quello della manovra 2020. «Sarà molto difficile a causa degli errori del precedente governo, ma non farla significa mettere in difficoltà l'economia e i consumi. Chi ha responsabilità pubbliche deve farsene carico».