17 novembre 2019
Aggiornato 20:30

Zingaretti «sposta» il manifesto di Macron: non è divisione, ma ricchezza

Il Segretario del PD: «Diversità nel fronte pro-Europa non sono un problema. Noi continueremo anche in vista delle europee a costruire liste le i più aperte, inclusive, ricche possibile»

Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti
Il Segretario del PD, Nicola Zingaretti ANSA

ROMA - Il manifesto di Emmanuel Macron «non è una divisione», anzi è «un elemento di ricchezza». Lo ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti, al termine dell'incontro con Frans Timmermans, candidato dei socialisti europei alla guida della commissione Ue. «Non è una divisione. Credo sia molto utile e positivo che ci sia un fronte larghissimo di difesa dell'Europa e che sia a promuoverlo il presidente della repubblica francese lo trovo di straordinaria importanza. Magari il presidente del consiglio italiano firmasse un documento come quello...».

Le diversità non sono un problema

Ha precisato Zingaretti: «Dentro questo fronte pro-Europa vivono diverse sensibilità che arricchiscono la sfida europea. Io metterei più l'accento - non come critica, ma come contributo - sulla necessità di una svolta sulla crescita, di un'Europa sociale, del lavoro? Non lo vivo come un manifesto alternativo ma come uno degli elementi di ricchezza che fa bene all'Europa, perché dobbiamo essere tanti a difendere e rifondare questo grande patrimonio. Le diversità non sono un problema».

Lavoro per unire ciò che è fuori dal Pd a europee

Il Pd lavora per una lista unitaria alle europee ma rispetterà le scelte degli altri partiti del centrosinistra, l'importante è che non si disperdano voti e «per questo lavoro per unire anche fuori dal Pd tutto ciò che non è Pd». Lo ha detto il segretario PD al termine dell'incontro con il candidato socialista alla guida della commissione Ue Frans Timmermans.

Liste più aperte

Dice Zingaretti: «Io ho sottoscritto l'idea di Calenda di aprire una fase unitaria, vedo che il Pd è l'unico partito che ha fatto questa scelta. Noi continueremo anche in vista delle europee a costruire liste le i più aperte, inclusive, ricche possibile. Pescando non solo nella società ma anche negli attori politici che sono disponibili. Altre forze politiche stanno facendo altre scelte. Quello che per me è importante è che qualsiasi scelta venga fatta nel campo del cs non ci siano guerre. Qualsiasi scelta venga fatta nella convinzione di obiettivi comuni di cambiamento dell'Europa».

Il problema sono i sovranisti

Aggiunge Zingaretti: «Daremo al paese una proposta politica aperta, unitaria, ricca, competitiva. Se accanto ci saranno liste che si muovono in questo spirito non dovremo viverlo in una chiave di tensione o di polemiche. Il problema italiano sono i sovranisti che vogliono umiliare questo paese». Soprattutto, aggiunge, «Dovremo fare di tutto perché neanche un voto vada disperso. C'è il quorum e questo del 4% e questo è un grande tema che Calenda pose settimane fa». Bisogna evitare che «qualunque voto vada disperso. Io mi sto adoperando anche fuori dal Pd per unire ciò che non è Pd, il più possibile».