14 novembre 2019
Aggiornato 23:00

Gentiloni: noi progressisti pronti a battere i «naz-pop» di Salvini e Orban. 5S? Marginali

In una intervista a La Stampa l'ex Presidente del Consiglio sembra ottimista sull'esito delle prossime elezioni europee

L'ex premier Paolo Gentiloni
L'ex premier Paolo Gentiloni ANSA

ROMA - In vista delle prossime elezioni europee «cominciano a delinearsi due visioni politiche molto nette e destinate a confrontarsi» anche se «c’è molto lavoro da fare». A dirlo è l’ex premier Paolo Gentiloni in un’intervista a La Stampa. Dalla «nostra» parte c’è la prospettiva di una Lista unitaria, di democratici, progressisti e europeisti, della quale Pd sia il pilastro, spiega. Dall’altra quelli Gentiloni definisce i «nazionalisti», con Salvini, alleato di Orban e del polacco Kaczynski. Con i Cinque stelle destinati a restare «marginali». Potenzialmente «partiamo ad armi pari» cerca di convincere il rappresentante dem, pronti a competere con la Lega per la lista che avrà più voti. Secondo lui potrebbe cambiare lo scenario politico italiano. Un flop del governo che lui bolla come «naz-pop» alla prima uscita elettorale sarebbe una «notiziona» anche per l’Europa». 

«Rischio recessione, solo una manovrina depressiva»

Poi Gentiloni evidenzia che l’economia italiana «purtroppo si sta fermando», sia pure nell’ambito di un rallentamento che coinvolge altri Paesi della zona euro. C’è «l’enorme rischio» che la fotografia della stagnazione, valida per oggi, possa evolvere nel 2019 in recessione. Anche per effetto di fattori «schiettamente» made in Italy e che, attacca, «sono il frutto dell’azione di sette mesi di governo»: sono peggiorati la reputazione finanziaria del Paese, il livello di fiducia tra le imprese e tra gli investitori interni e internazionali. E quanto alla manovra, è di dimensioni molto modeste, prosegue Gentiloni: 30 miliardi, «forse una delle più modeste» dal punto di vista quantitativo degli ultimi 15 anni. «Più tasse, qualche provvedimento di spesa e niente soldi per chi investe, per chi produce lavoro e per chi lavora. Una manovrina depressiva».

«Tav ha messo a nudo contraddizioni, ok a referendum»

Infine, una battuta sulla Tav. Gentiloni sottolinea che «dobbiamo essere molto netti» e spiega di apprezzare la proposta di referendum del presidente Chiamparino, perché avrebbe «messo a nudo» le contraddizioni del governo. Ma la Tav sta andando avanti, sono stati già spesi dei miliardi e, per cancellarla, «il governo dovrebbe prendere una decisione in quel senso. Ma è del tutto evidente che in Parlamento non c’è una maggioranza per farlo. Punto».