Formula 1 | F1 GP Azerbaigian

Una serie di botte di fortuna regala la vittoria a Hamilton: «Non ci credevo»

La safety car, l'errore di Vettel e la foratura di Bottas: coincidenze pazzesche che giocano a favore di Lewis, che porta a casa un successo non del tutto meritato

Lewis Hamilton taglia per primo al volante della sua Mercedes il traguardo del GP dell'Azerbaigian di F1
Lewis Hamilton taglia per primo al volante della sua Mercedes il traguardo del GP dell'Azerbaigian di F1 (Mercedes)

BAKU – Ha fatto fatica a crederci perfino lui, Lewis Hamilton: «Sono uscito dall'ultima curva ed ero incredulo per la posizione in cui mi trovavo. È stato un momento molto, molto emozionante per me». E in effetti il caso ci ha proprio messo lo zampino nel regalargli la vittoria in Azerbaigian, con cui ha spezzato un digiuno che durava da ormai quattro Gran Premi consecutivi, un inedito per la Mercedes nell'epoca dei motori V6 ibridi. A sentire il diretto interessato, oggi la buona sorte non ha fatto altro che restituirgli il debito che aveva accumulato nelle precedenti edizioni di questa corsa: «Negli ultimi anni qui mi ero ritrovato al comando, avevo fatto tutto quello che dovevo, eppure qualcosa mi era sempre girata contro – ricorda il campione del mondo in carica – Stamattina ho pensato: 'La terza volta sarò più fortunato', e in effetti è andata così. Queste sono le cose che succedono in un circuito dove serve molta fortuna, perché si verificano tanti incidenti e la safety car scende spesso in pista».

Tempesta perfetta
Più che un semplice colpo di fortuna, però, quella che si è verificata a Baku è stata una vera e propria tempesta perfetta: l'incredibile coincidenza di una serie di avvenimenti che hanno tutti giocato a favore del pilota anglo-caraibico. Primo: lo scontro fratricida tra le due Red Bull, che ha provocato l'ingresso in pista della safety car, annullando il distacco che Hamilton aveva accumulato fino a quel punto dal duo di testa. Secondo: l'attacco sconsiderato di Vettel a Bottas alla ripartenza, che ha tolto di mezzo il ferrarista, suo diretto rivale per il campionato, dalla lotta per la vittoria. Terzo: la foratura del suo compagno di squadra, che altrimenti avrebbe conquistato lui un facile successo. «Valtteri ha svolto un lavoro eccezionale oggi e, dopo quella safety car, si sarebbe meritato di vincere la gara, non gli mancava niente – ha ammesso il quattro volte iridato – Pensavo tra me e me che avrei provato a portare a casa un'ottima doppietta per il team. Ma poi le cose sono cambiate e io mi sono ritrovato davanti».

Crederci sempre, arrenderci mai
E pensare che, fino a due terzi della gara, Lewis non solo non era riuscito mai a impensierire realmente Vettel, ma si era ritrovato addirittura alle spalle della Mercedes gemella di Bottas dopo il pit stop: «Provo delle emozioni molto contrastanti: da un lato sono grato per l'opportunità di aver vinto un Gran Premio, ma dall'altro non sento di aver guidato come normalmente avrei dovuto. Ho continuato a spingere, ma comunque la mia è stata una gara disordinata. E questo mi fa un po' male al cuore, perché non sono concentrato su nient'altro. Anche Sebastian ha svolto un ottimo lavoro, le Ferrari sono state più veloci per tutto il weekend, mentre noi abbiamo fatto fatica. Abbiamo del lavoro da fare, ma possiamo comunque tornare a casa carichi e speriamo di portarci dietro il buon umore fino alla prossima gara». Non è stato il più meritato dei suoi trionfi, insomma, ed è proprio Hamilton il primo ad ammetterlo. Ma un merito, comunque, ce l'ha avuto comunque: «Non mi sono mai arreso, ricordandomi una lezione che mio papà mi insegno anni e anni fa. Ho continuato a provarci, finché le cose sono girate in questo modo. Questo insegna quanto sia vero questo vecchio adagio: bisogna crederci sempre, fino alla fine».