23 giugno 2017
Aggiornato 12:30
Dopo soli quattro GP è già al centro del mercato piloti

La Yamaha ha già in mente un erede per Valentino Rossi: è Johann Zarco

Il debuttante dell'anno milita nel team satellite di Iwata, la Tech3, che vorrebbe blindarlo anche per il 2018, in attesa del ritiro del Dottore. Ma lui ha già 26 anni e, per non perdere tempo, sarebbe tentato di accettare l'offerta di un team ufficiale già il prossimo anno

Johann Zarco sulla griglia di partenza del GP di Spagna
Johann Zarco sulla griglia di partenza del GP di Spagna (Michelin)

ROMA – Da sorpresa dell'anno della MotoGP, addirittura a potenziale erede di Valentino Rossi. La parabola di Johann Zarco sembra avviata verso un'irresistibile ascesa. Il pilota francese, del resto, è approdato nella classe regina ad un'età relativamente avanzata, ben 26 anni; eppure, complice la sua lunga esperienza nelle categorie inferiori (ben otto stagioni coronate da due Mondiali in Moto2), non ci ha messo molto a inserirsi nella lotta con i big. Fin al suo esordio in Qatar è balzato in testa alla partenza, per poi cadere qualche giro dopo. Ma, nelle gare successive, non ha più mancato il bersaglio: due quinti e un quarto posto, quello della settimana scorsa a Jerez in cui si è rivelato il migliore della pattuglia Yamaha. E le sue prestazioni, impreziosite per giunta da un'evidente grinta nei duelli corpo a corpo, hanno subito convinto la casa di Iwata, che per ora lo ha parcheggiato nel suo team satellite Tech3, di avere puntato sul cavallo vincente. Tanto che, dopo sole quattro gare dal suo debutto, il datore di lavoro gli ha già offerto il rinnovo anche per la prossima stagione: «Il contratto di Johann e Jonas (Folger, il suo compagno di squadra, ndr), in effetti, li lega a noi per un solo anno – spiega il suo team manager Hervé Poncharal alla rivista specializzata austriaca Speedweek – Esiste una clausola che prevede lo svincolo in caso di scarsi risultati, ma non è certo questo il caso, anzi. Ed esiste anche un'opzione per il 2018, che io vorrei esercitare. La nostra intenzione è di continuare con gli stessi piloti anche per il prossimo anno, sarebbe sciocco pensare a una soluzione diversa. E, dal loro punto di vista, ho sentito lo stesso desiderio di proseguire la collaborazione, so che sono entrambi molto felici nella loro attuale squadra».

Sirene avversarie
La logica della Yamaha non è troppo difficile da interpretare. Mantenendo il transalpino per un altro anno a ruotare nella sua orbita, si ritroverebbe, alla scadenza dell'attuale contratto con Valentino Rossi, fissata anch'essa per fine 2018, un sostituto bello pronto, veloce e preparato, già in casa. Ma non è detto che le cose vadano così come sperano i giapponesi: perché, grazie a questo suo fulminante ingresso in MotoGP, a lui si sono interessate anche altre case, in primis Suzuki e Aprilia. E non va dimenticato che Johann, carta d'identità alla mano, ha già quattro anni in più di Maverick Vinales e due di Marc Marquez. Tempo da perdere appresso al Dottore (che, pur da 38enne, è comunque in testa al Mondiale, e alla fine potrebbe pure decidersi a continuare a correre oltre la prossima stagione), insomma, non ne ha. Così, chi può escludere che alla gallina domani non preferisca invece l'uovo oggi: una moto ufficiale già dal 2018, con un sostanzioso aumento di stipendio? «Del salario non abbiamo ancora parlato – chiarisce Poncharal – Abbiamo un buon rapporto con i piloti, stiamo trattando per il 2018, abbiamo dei programmi per il futuro, quindi non sono esageratamente preoccupato. Ma è vero, fino a quando il contratto non è firmato, non siamo coperti al 100%. Al momento posso solo rispondere che tutto sta andando bene e io non sono preoccupato. Credo che da entrambe le parti siano evidenti i vantaggi di proseguire per un secondo anno insieme. Perché la Yamaha ci sta dando un grande sostegno, e ai nostri piloti piace la moto». Il messaggio, insomma, è lanciato: se la Yamaha vuole veramente puntare su di lui per il futuro, deve scendere in campo direttamente per blindarlo. Prima che sia troppo tardi.

Il pilota francese festeggia il quarto posto a Jerez
Il pilota francese festeggia il quarto posto a Jerez (Michelin)