17 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Dalla freddezza di Enrico Letta

Baci e abbracci al passaggio della campanella Renzi-Gentiloni

L'ex premier regala una felpa di Amatrice al suo successore. «Buon lavoro a tutti», è la frase con cui Renzi si congeda dalle sale in cui è stato protagonista per mille giorni, prima di ricevere nel cortile di palazzo Chigi il saluto del picchetto d'onore.

ROMA - Dalla freddezza di Enrico Letta, ai baci e agli abbracci con Paolo Gentiloni. La consegna della campanella tra Matteo Renzi e il suo successore avviene in un clima del tutto diverso da quando l'ex sindaco di Firenze è entrato a palazzo Chigi.
Un colloquio privato durato una decina di minuti, poi in Sala dei Galeoni la consegna della simbolica campanella, accompagnata da un altro dono che Renzi tiene a fare a Gentiloni: la felpa di Amatrice «che mi ha dato il sindaco». Poi una stretta di mano vigorosa, un abbraccio, e un saluto anche a Claudio De Vincenti e a Maria Elena Boschi per l'avvicendamento come segretario del Consiglio dei ministri. «Buon lavoro a tutti», è la frase con cui Renzi si congeda dalle sale in cui è stato protagonista per mille giorni, prima di ricevere nel cortile di palazzo Chigi il saluto del picchetto d'onore.