13 dicembre 2019
Aggiornato 00:30

Pronto il rimpasto di governo: tre ministri rischiano il posto

Dopo l'approvazione della manovra si prepara un turnover nell'esecutivo. E le teste di Giovanni Tria, Danilo Toninelli e Giulia Grillo potrebbero saltare

Il governo Conte schierato nell'aula del Senato
Il governo Conte schierato nell'aula del Senato ANSA

ROMA - In fondo, si tratta sempre della famigerata «fase due». Quella che tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, da Monti in poi, hanno invocato, senza poi riuscire più di tanto a realizzare l'auspicato cambio di passo. Anche per l'esecutivo gialloverde questo momento sembra arrivato: in particolare sotto la spinta delle tensioni che, intorno ai temi dei rifiuti e del decreto sicurezza, hanno animato nelle ultime settimane i due alleati di maggioranza. Non potendo però rimettere mano al contratto di governo, per non rischiare di far saltare l'intero accordo, la Lega e il Movimento 5 stelle pensano ad una soluzione più semplice ed immediata: un rimpasto.

Fine della corsa

La testa che rischia di saltare prima di tutte, inevitabilmente, è quella del ministro dell'Economia Giovanni Tria. La sua posizione, ritenuta troppo tecnica e troppo poco in linea con le direttive politiche, è in bilico ormai da mesi, tanto da aver già minacciato in più occasioni le dimissioni, poi sempre ritirate per volontà del presidente Sergio Mattarella. Ma la sua gestione della trattativa con l'Unione europea, che non sembra piaciuta molto né a Salvini né a Di Maio, sarebbe stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. E così, nei palazzi, sono iniziate a circolare le voci di una sua possibile sostituzione, una volta approvata definitivamente la manovra finanziaria. «Magari non immediatamente ma comunque prima delle elezioni europee», è l'indiscrezione riportata dal Messaggero.

Resa dei conti

Ma non è Tria l'unico a rischiare il posto. Anche il M5s sembra avere un disperato bisogno di rinnovare la sua compagine al governo, vista la serie di gaffe, strafalcioni e risposte timide collezionate da parte dei suoi ministri che (è l'opinione dei vertici del movimento) avrebbe influito non poco sulla netta perdita di consensi a favore della Lega. In primo indiziato, sotto questo fronte, è naturalmente il chiacchieratissimo titolare delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Ma non se la passerebbe troppo bene nemmeno la sua collega incaricata della Salute, Giulia Grillo, che avrebbe pagato una conduzione confusa e una presenza mediatica sfuggente sul caso dei vaccini, secondo quanto si legge in un altro retroscena sul quotidiano La Verità. Si starebbe invece rafforzando la posizione di altri due ministri messi in discussione nelle settimane passate: quella della Difesa, Elisabetta Trenta, ritenuta troppo poco carismatica ma comunque competente, e quello dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Il rimpasto, dunque, potrebbe limitarsi a tre nomi di peso: fuori Tria, Toninelli e Grillo.