15 dicembre 2018
Aggiornato 07:00

Così Renzi trattò con l'Europa: più migranti in cambio di flessibilità

Il retroscena svelato già da Emma Bonino viene oggi confermato anche dall'ex ministra Valeria Fedeli. Con buona pace dell'ex premier, che aveva smentito
L'ex premier ed ex segretario del Pd, Matteo Renzi, con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker
L'ex premier ed ex segretario del Pd, Matteo Renzi, con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker (Massimo Percossi | ANSA)

ROMA – Immigrazione in cambio di flessibilità. Il governo Renzi trattò con l'Unione europea una sorta di baratto: Bruxelles avrebbe chiuso un occhio sui nostri conti pubblici, ma Roma avrebbe ricambiato con l'accoglienza selvaggia e indiscriminata dei migranti. Ormai questo non è più soltanto un'indiscrezione maligna, un atroce sospetto, ma un'inconfessabile verità ammessa, a denti stretti, perfino dai diretti interessati, ovvero da coloro che in quegli esecutivi di centrosinistra sedevano effettivamente.

Solo Renzi smentisce
La prima a rompere il silenzio su questo caso, già l'anno passato, fu l'ex ministro degli Esteri Emma Bonino: «Siamo stati noi a chiedere che gli sbarchi avvenissero tutti in Italia». Che poi quasi si sorprese per lo scalpore suscitato dalle sue parole, come se quella rivelazione fosse in effetti una verità nota a tutti, almeno nei palazzi della politica: «Non avevo rivelato proprio niente – confermò al Fatto Quotidiano a giugno – perché la discussione era stata in Parlamento al comitato Schengen. Mi ricordo benissimo che la presidente Laura Ravetto all'epoca, polemizzando con me, disse: 'Non ci voleva la Bonino per scoprirlo', visto che lo aveva denunciato lei in commissione». Ma se i deputati questo accordo sottobanco lo conoscevano benissimo, i cittadini italiani era meglio che non lo scoprissero. Infatti l'unico a smentire la versione della Bonino, e per giunta con toni piuttosto infuriati, fu lo stesso Matteo Renzi, con un post su Facebook: «La flessibilità era parte integrante dell'accordo per eleggere Jean Claude Juncker. Non c'entra nulla con le politiche migratorie. Nulla».

Emerge la verità
Peccato che, negli ultimi giorni, siano arrivate delle nuove dichiarazioni pubbliche, dall'interno del suo stesso partito, che hanno sbugiardato in diretta televisiva l'ex segretario del Pd ed ex premier. A pronunciarle è stata un'altra ex ministra, Valeria Fedeli, titolare dell'Istruzione sotto Paolo Gentiloni, ospite di Tagadà su La7. Che candidamente ha rivendicato: «Giustamente abbiamo negoziato la flessibilità, ma perché facevamo un'operazione sugli immigrati – sono le sue parole, poi riportate dal quotidiano La Verità – Giusto o sbagliato, noi abbiamo negoziato lì, con un elemento di negoziazione della flessibilità. Ed è una delle cose che diciamo attualmente al governo: negoziate alcuni elementi». Insomma, quello scellerato scambio concordato con l'Europa, che Renzi continua a negare, la Fedeli non solo lo ribadisce, ma addirittura lo rivendica con orgoglio, invitando i suoi successori a palazzo Chigi a fare altrettanto. Ovvero, in sostanza, ad accettare che il problema epocale dell'immigrazione dal Nord Africa ricadesse tutto sulle spalle del nostro Paese, in cambio di un piccolo tesoretto da poter tirare fuori dal bilancio dello Stato (magari per spenderlo con gli 80 euro o qualche altra mancetta del genere). Si è trattato davvero di un così buon affare? La loro sentenza, in tal senso, gli italiani l'hanno già espressa. Con le ultime elezioni.