15 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Salvini: "Sono il ministro di un'Italia serva di nessuno". E a Di Maio: "Problemi non si risolvono andando in tv"

"Per l'Italia decidono gli italiani, non Bruxelles: non siamo sotto tutela o sotto dittatura" attacca. E domani il vicepremier sarà al Cdm
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a Trento
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini a Trento (ANSA/ DANIELE MOSNA)

TRENTO - "Dopo le nuvole torna sempre il sereno! Chi si arrende ha già perso, mai mollare». Le parole di Matteo Salvini su Facebook, mentre posta una foto delle montagne in Trentino dove si trova per partecipare alla carovana elettorale in vista delle prossime elezioni, restituiscono un'immagine tranquillizzante del vicepremier, stanco delle polemiche. Che arrivano da fuori, ma anche da dentro. "Li abbiamo quasi tutti contro" dice parlando alla gente: "La commissione Ue, l'Inps, Bankitalia, l'Istat, il Fmi, gli speculatori: non vedono l'ora di mandarci a casa per tornare al vecchio perché erano più comodi i vecchi governi. Oggi sono in Trentino ma domani volo a Roma per risolvere i problemi. Basta litigi". "Mi pagano lo stipendio per aumentare la crescita economica" aveva dichiara ancora il ministro dell'Interno durante il suo viaggio a Mosca. Questo essere l'obiettivo numero del governo.

Domani sarà al Cdm
Sul caso della "manina" solleva da Di Maio Salvini tenta di smorzare le polemiche: "Se c'è un problema in una famiglia, in una squadra, in una parrocchia, in una azienda, i problemi si risolvono parlando e guardandosi in faccia, non andando in piazza o in televisione a far casino, perché altrimenti a Bruxelles godono». Domani sarà a Roma per il Cdm bis indetto da Conte. "Volevo dedicare il sabato ai miei figli e invece mi dedicherò al Consiglio dei ministri, affinché smettano di litigare, dobbiamo essere uniti in questo momento" dice dal palco di Cles. E chiarisce ancora una volta che "sicuramente la Lega non ha alcuna intenzione di far saltare niente", augurandosi che "valga per tutti". 


Sull'Europa bisogna stare attenti, torna a ribadire. L'Ue vorrebbe "una Italia in ginocchio, trattata come la Grecia, dove arrivano i commissari che tagliano ospedali, scuole e mettono al Brennero il cartello vendesi", ma "non siamo in vendita per nessuno e i signori di Bruxelles si rilassino». Per questo "dobbiamo resistere». "Sono pronti ad entrarci in casa in nome dello spread. Bisogna tenere duro come hanno tenuto duro i nostri genitori e i nostri nonni" chiosa ancora Salvini. "Io sono il ministro di un'Italia serva di nessuno. Per l'Italia decidono gli italiani, non Bruxelles: non siamo sotto tutela o sotto dittatura".