16 ottobre 2018
Aggiornato 04:00

La mediazione di Fico a Bruxelles che Moscovici e Juncker renderanno impossibile

Il presidente della Camera impegnato in un tour tra le istituzioni Ue: "Anti-europeista è chi pensa solo all'austerity"
Il presidente della Camera Roberto Fico a Bruxelles
Il presidente della Camera Roberto Fico a Bruxelles (ANSA/FACEBOOOK ROBERTO FICO)

BRUXELLES - Un incontro "senza dubbio costruttivo", in un momento in cui c'è "l’esigenza di abbassare i toni, tutti, ed entrare nella politica", perché nella politica ci sono margini di dialogo. Il presidente della Camera Roberto Fico commenta così a caldo la riunione con il commissario Ue Pierre Moscovici, che sarà tra poco in Italia per "continuare" questo dialogo. "Moscovici si è detto d’accordo anche sulla lotta alla povertà, che è uno degli obiettivi importanti». ha spiegato Fico. Nessuno – ha assicurato – vuole attaccare nessun altro, ma al centro ci sono i lavori che si faranno con la manovra e con la Commissione: il dialogo è fondamentale, non c’è nessun motivo della Commissione di andare contro qualcosa o qualcuno, bisogna elaborare insieme la strada migliore sulla manovra. Il dialogo è appena iniziato».

Al centro, la manovra
Dunque, in giorni carichi di tensione per via dei primi commenti ufficiali - e spietati - dell'Ue alle anticipazioni della manovra economica del governo giallo-verde, il presidente della Camera utilizza più volte la parola "dialogo" durante il suo tour tra le principali istituzioni europee. Tra oggi e domani fitti di incontri e faccia a faccia con i principali protagonisti degli scontri tra governo - ovvero vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio - e personalità europee, ovvero Pierre Moscovici e Jean Claude Juncker. Ma Fico vedrà anche i principali esponenti dei partiti rappresentati nel Parlamento europeo e Frans Timmermans, primo presidente della Commissione europea, che spesso ha lanciato appelli a "non lasciare sola l'Italia" davanti al problema della gestione dei flussi migratori. Al centro dell'agenda politica comunque c'è soprattutto - e non potrebbe essere diversamente - la manovra economica.

"Basta austerity, mettere al centro solidarietà e lotta alla povertà"
L'incontro di Fico con l'establishment della Ue era stato organizzato nei mesi scorsi come occasione di conoscenza e di scambio di opinioni per il neo presidente della Camera, ma in questi giorni assume un valore differente. Fico si pone davanti ai vertici delle istituzioni europee come interlocutore istituzionale di mediazione e ha deciso di non entrare nel merito della trattativa del governo con la Commissione europea: vuole porsi nel suo ruolo istituzionale, sopra le parti. Ma senza nascondere l'idea, che il pentastellato presidente della Camera coltiva e ribadisce, che è necessario dare nuovo slancio all'Europa, cosa che si può fare, secondo Fico, solo cambiandola. Insomma, "basta austerity e mettere al centro solidarietà e lotta alla povertà": questo, secondo il suo  ragionamento, significa essere europeisti. Appena qualche giorno fa aveva affermato che "chi pensa solo all'austerity è un anti-europeista".

Come cambiare l'Europa
Fico ha spiegato chiaramente di volere incontrare le istituzioni europee per "portare la voce del nostro Paese». Vuole confrontarsi "con chi guida la Commissione europea ed è un interlocutore per l’Italia. Con questo spirito parlerò con Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione, con Pierre Moscovici, commissario agli affari economici e con Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione» aveva detto. Il messaggio italiano è semplice: l’Europa può avere un futuro se ha il coraggio di mettersi in discussione, a partire dalle politiche di austerità, e se ritorna a lavorare su visione e prospettive puntando sulla solidarietà, sulla condivisione, sui diritti e lo stato di diritto, su un modello di sviluppo anche energetico realmente alternativo. "Se è in grado di non lasciare nessuno, e nessun territorio, indietro. Davanti a problemi complessi che riguardano l’intera comunità internazionale si deve agire insieme». In questa chiave l’Europa è fondamentale "per il futuro di tutti noi", perché l’azione dei singoli Stati rischia di essere "limitata e insufficiente. Quando ci muoviamo insieme siamo più forti".

Gli appuntamenti
Il tour europeo di Fico è iniziato questa mattina alle 9,30 con l'incontro con il presidente del Gruppo S&D Udo Bullmann (PE). Alle 15 haa vuto il primo faccia e faccia clou, quello appunto con il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Pierre Moscovici. Alle 16,30 ha incontrato il presidente del Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa, Guy Verhofstadt (PE), alle 17,15 il co-presidente del Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea, Philippe Lamberts (PE), alle 18,40 la presidente del Gruppo confederale della Sinistra unitaria GUE/NGL Gabriele Zimmer (PE). La giornata si chiuderà con l'incontro, alle 19,15, con gli europarlamentari italiani (PE). Domani, martedì 9, si riparte con l'incontro, alle 10, con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Alle 12 Fico incontrerà il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (PE), alle 14 quello della Commissione LIBE, i coordinatori dei gruppi politici ed i componenti dell'Asylum Contact Group del PE. Alle 16 il colloquio con il primo vicepresidente Frans Timmermans (Berlaymont). Il tour si conclude con l'incontro con il presidente del Gruppo Ppe Manfred Weber (PE).