14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Lo sfogo di Pastorino (Leu): «Cristiano Ronaldo conta di più dei 38 morti di Genova?»

Il deputato genovese critica al DiariodelWeb.it la decisione di far partire regolarmente il campionato: «Il calcio non si ferma neanche il giorno dei funerali»

Luca Pastorino, deputato di Liberi e Uguali e di Possibile, lei ha stigmatizzato il fatto che, nel weekend di lutto per il crollo del ponte di Genova, il campionato di calcio inizierà regolarmente.
Magari a me, in quanto genovese, questo evento tocca in modo particolare. Ma una tragedia di questo tipo pretende il rispetto del dolore di una città, anche attraverso la sospensione del campionato di calcio e di tutte le altre manifestazioni. Questo è il significato della giornata di lutto nazionale, che giustamente è stata indetta. Il fatto che si giocherà a poche ore dai funerali di Stato, a cui credo che parteciperanno tutte le massime autorità, mi sembra incomprensibile.

Il mondo del calcio dimostra una certa indifferenza, e non è la prima volta.
No, ma questo è un esempio particolarmente grave. Non basta aver spostato le partite di Genoa e Sampdoria, che sono le società e le tifoserie più coinvolte. Mi auguro che, nelle prossime ore, qualcuno si ravveda e capisca anche il significato di questo momento. Diversamente, sono il fatto che giochi la Juventus mi autorizza a pensare che ci siano stati degli accordi, per cui l'esordio in Italia di Cristiano Ronaldo sia più importante dei 38 morti.

Lei ha chiesto anche al governo l'istituzione di una legge speciale. Perché è necessaria?
Sì, l'altro giorno siamo stati i primi a proporla. C'è una situazione di emergenza dalla quale la città deve uscire al più presto, dal punto di vista dell'economia e dei trasporti. E questo è anche un problema nazionale, perché il porto di Genova è fondamentale per l'Italia. Oltre alle risorse, da reperire in fretta, bisognerà capire come rendere più rapido possibile lo sblocco di questa situazione, che a conti fatti paralizza la città e rende ancora più difficoltosi gli spostamenti, che già erano complicati. Mettersi intorno a un tavolo e cercare di capire le condizioni per facilitare questo processo, che aiuti imprese, lavoratori e città, secondo me è fondamentale. In passato è già stato fatto e credo sia doveroso farlo anche questa volta.

L'esecutivo ha subito concentrato gli addebiti, in particolare, verso la società Autostrade. Ha ragione?
In questi giorni non ho fatto polemica: mi sembrava l'ultima cosa da dover fare. Un governo serio lascia che si muova la magistratura, che accerterà le responsabilità. Secondo me, oltre a dire le cose che sono state dette, l'esecutivo doveva solo spiegare che era in massa qui a Genova per trovare il modo di uscire da questa situazione di difficoltà. Poi, su Autostrade, sarà doveroso compiere tutti i passi, perché è chiaro che si debba parlare delle loro responsabilità, andando fino in fondo. Ma lo si deve fare nella coscienza del ruolo, nella consapevolezza di un'azione comunque complicata, e nella prospettiva di rilancio della città.