Italia | Emergenza sbarchi

Fico non si arrende: «Accoglienza dei migranti sia di qualità». E avverte: «No allo scontro sociale»

Il presidente della Camera chiede ai ministri «dialogo» per «proposte e soluzioni da portare in Parlamento». Obiettivo: «Vera integrazione»

Il presidente della Camera Roberto Fico incontra i cittadini del quartiere Vasto. Napoli 6 Luglio 2018
Il presidente della Camera Roberto Fico incontra i cittadini del quartiere Vasto. Napoli 6 Luglio 2018 (Cesare Abbate | ANSA)

NAPOLI - Da un lato Luigi Di Maio, «con Salvini al 100%». Dall'altra, ancora una volta, Roberto Fico. Il presidente della Camera indossa nuovamente i panni della 'voce fuori dal coro' e chiede al governo di puntare ad una «accoglienza di qualità perché diventi vera integrazione», nel rispetto delle esigenze di cittadini e commercianti che vivono situazioni di disagio non per rifiuto aprioristico ma per la già folta presenza di migranti. Il presidente della Camera Roberto Fico prende spunto da alcuni interventi resi ieri dai napoletani di Porta Capuana e del Vasto per sottolineare l'esigenza giusta e legittima di una «accoglienza di qualità» che eviti «lo scontro sociale», spesso tra persone che vivono diversi ma effettivi disagi, e lavorare, piuttosto, a un progetto di «costruzione sociale». A colpire Fico sono state, in particolare, le parole di un commerciante che ha paragonato la situazione del quartiere a quella di «una tazzina di caffè dove si è messo troppo zucchero al punto che più se ne aggiunge, meno si può girare e bere». Un concetto chiaro, lontano da qualunque idea di rifiuto dell'altro, men che meno di razzismo, ma che fotografa il disagio di alcune aree napoletane dove c'è massiccia presenza di extracomunitari.

Il ruolo delle cooperative
Il secondo intervento è del presidente della Cooperativa Dedalus (che opera proprio a Porta Capuana), che riferisce dell'ottimo lavoro svolto in questi anni con tantissimi giovani, partenopei e non. «Sembrerebbero due posizioni diverse - osserva il presidente della Camera - eppure sono due tesi che possono andare di pari passo. Io voglio impegnarmi proprio in questo: nel favorire alleanze anche fra chi in apparenza la pensa in maniera diversa, perché se c'è il disagio va affrontato. Non ci si può girare dall'altra parte. Va affrontato per evitare lo scontro sociale. Noi, invece, vogliamo fare costruzione sociale».

«Lo Stato troppe volte è assente»
Fico riconosce che in molte situazioni «lo Stato è assente», ad esempio quando dovrebbe essere «più forte è radicato in quei quartieri dove si sono vinte battaglie contro la camorra». E se ricorda che, dopo 13 anni di militanza e di lotte, ora siede sullo scranno più alto di Montecitorio, Fico assicura che non intende solo svolgere il suo ruolo da terza carica dello Stato «per garantire i lavori parlamentari, la maggioranza e l'opposizione», ma vuole «continuare a lottare mettendo in campo iniziative come quella di oggi», assemblee pubbliche che, per lui, sono esercizio di democrazia «senza intermediazione» da parte di «soggetti politici attivi sempre». Perché «serve dialogo per assumere insieme le responsabilità di proposte e soluzioni ai problemi e poi portarle in Parlamento».

Un messaggio a Salvini: «Le sentenze vanno rispettate»
Il presidente della Camera Roberto Fico non commenta nel merito la sentenza che ha reso definitivo il sequestro di 49 milioni alla Lega, facendo sua la posizione espressa dal ministro M5s della Giustizia Alfonso Bonafede, richiama il sottosegretario leghista Morrone. «Condivido il pensiero del Ministro di Grazia e giustizia. Le sentenze vanno rispettate e questa è una sentenza definitiva che va rispettata. Tutto qui», ha risposto Fico ai giornalisti arrivando a Napoli. Quanto ai richiedenti asilo, il presidente della Camera sottolinea che «si deve rispettare la legge, punto. La legge è chiara e le commissioni territoriali faranno il loro lavoro. Si tratta di commissioni indipendenti».