29 gennaio 2022
Aggiornato 06:00
Governo Lega-M5s

Migranti, porti chiusi e magistrati: Di Maio sta con Salvini «al 100%»

Le dichiarazioni rilasciate alla stampa nelle ultime ore dal vicepremier del M5s mostrano un governo mai così compatto «nel rispetto del contratto»

ROMA - Dalla questione dei migranti a quelle delle correnti della magistratura. I porti che «non sono chiusi» e i muri «alzati dall'Europa». Luigi Di Maio, nelle interviste delle ultime ore, mostra un rapporto quanto mai saldo con il vicepremier leghista, Matteo Salvini. Il tutto - frase ripetuta come un mantra - nel «rispetto del contratto di governo». Così in una lunga intervista rilasciata a Repubblica il vicepremier del Movimento 5 stelle parte proprio dalle polemiche seguite alle dichiarazioni di Matteo Salvini e poi del sottosegretario Jacopo Morrone sul 'processo alla Lega'. E la linea è chiara. Anche per Luigi Di Maio «la questione delle correnti nella magistratura è stata affrontata da tutti. L'opposizione che ora si scandalizza, nelle linee guida del 2014 parlava della necessità di superarle. L'idea non è quella di creare una corrente unica. Bisogna assicurare la pluralità, ma fare in modo che le scelte nel Csm siano legate agli obiettivi della giustizia e non a interessi di corrente». 

Il duro attacco di Di Maio alla magistratura
«La magistratura - spiega Di Maio - deve fare il proprio lavoro e noi non l'abbiamo mai attaccata, ma ci siamo sempre permessi di dire che, ad esempio, i magistrati che entrano in politica non possono tornare a fare i giudici». Il ministro Bonafede ha detto che certe reazioni ricordano la seconda Repubblica, quindi Berlusconi. Lei è d'accordo o no? «La questione - replica il vicepremier - va affrontata per quello che è: la magistratura ha tutti gli strumenti per trovare quei soldi qualora ci siano. Salvini ha detto che sono stati spesi. Io non ho nessun imbarazzo perché questa storia riguarda i tempi in cui la Lega era guidata da Umberto Bossi. Perché non mi chiede dell'inchiesta sul governatore della Basilicata Pittella? Bisogna spezzare il legame tra politica e manager della sanità. Lo abbiamo detto in campagna elettorale e lo faremo: la salute dei cittadini non sarà mai più merce di scambio».

Dai pm ai migranti: la «linea Di Maio» è la «linea Salvini»
Il vicepremier del Movimento 5 stelle passa poi all'altra grande questione, quella dei migranti. Per Di Maio dicendo che con meno navi di soccorso in mare, come quelle delle Ong, ci sono più morti nel Mediterraneo «si strumentalizza una tragedia che ci vede in prima linea con marina militare e guardia costiera. Non solo i porti non sono chiusi, ma le nostre navi sono operative nel Mediterraneo».  Le navi, assicura, «bastano se le consideriamo in continuo coordinamento con la guardia costiera libica, cui abbiamo appena garantito 28 nuove imbarcazioni». Poi un messaggio a chi oggi sta indossando una maglietta rossa per ricordare i bambini morti nei naufragi: 'Quelle immagini l'hanno turbata'? «Certo. E le assicuro che sono in continuo contatto con il ministro Toninelli, anche al di là delle mie prerogative, per seguire le operazioni di salvataggio. Ci tengo a dire che abbiamo vietato i nostri porti solo alle Ong che non si coordinano con la guardia costiera libica».

I muri però «li ha alzati l'Europa con i trattati»
Il vicepremier Di Maio commenta poi l'appello di Papa Francesco che chiede di non alzare muri: «Non ho visto muri da parte dell'Italia in questi anni. Più che altro ho visto muri da parte dell'Europa che si chiamano regolamento di Dublino, paese di primo approdo che deve sobbarcarsi tutti gli sbarchi. Sono muri che non vediamo ma che sono scritti nei trattati europei». Certo, «sono d'accordo con le parole del Papa» aggiunge «perchè ci sono dei Paesi che sia materialmente che coi trattati hanno alzato dei muri. Ci sono Paesi che hanno chiuso i porti come la Francia che poi ci fa la morale o che li aprono a singhiozzo come Malta e la Spagna». E sulla circolare emanata dal ministero dell'Interno sul riconoscimento del diritto d'asilo, Di Maio sottolinea che «se si fa una circolare è perchè c'è una legge e la legge sull'accoglienza l'hanno fatti quelli di prima. La circolare dice di applicarla in maniera corretta».