13 agosto 2020
Aggiornato 07:00
Governo

Pd all'attacco: «Di Maio e Salvini in tre settimane ci sono già costati 200 miliardi»

Il ritardo nella formazione del governo causato da Lega e M5s è costato all'Italia già 200 miliardi. Lo dice il capogruppo al Senato Pd Andrea Marcucci

Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Luigi Di Maio e Matteo Salvini ANSA

ROMA - Il ritardo nella formazione del governo causato da Lega e Movimento 5 Stelle è costato all'Italia già 200 miliardi. Lo dice il capogruppo al Senato della Partito Democratico Andrea Marcucci. "Di Maio e Salvini, con le loro titubanze, ci sono costati nelle ultime tre settimane, circa duecento miliardi. Ovvero quasi il doppio dei soldi che il contratto del M5S e della Lega vorrebbe distribuire nei prossimi cinque mesi». Ha aggiunto Marcucci: "Non sono in grado neanche di iniziare l'attività di governo e già gli italiani devono pagare le loro pericolose incapacità".

Speranza: Flat tax? "50 mld in regalo a chi non ne ha bisogno"
Dura anche l'eurodeputata del Pd, Simona Bonafè, su Twitter: "Adesso è colpa di Mattarella e della Costituzione che hanno tanto difeso, se è da più di 80 giorni che hanno i numeri per governare e invece giocano sulla pelle del paese e delle istituzioni #GovernoM5sLega». Rincara la dose il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Leu, Roberto Speranza, che su Facebook punta il dito contro la tassazione piatta: "La flat tax è quanto di più lontano ci sia culturalmente da me. 50 miliardi in regalo a chi non ne ha bisogno e meno risorse a sanità e scuola pubblica che già rischiano di collassare. Da oggi insieme per il partito della sinistra e del lavoro in Italia". 

Martina: "Salvini gioca sulla pelle degli italiani"
Anche il segretario dem Maurizio Martina si fa sentire: "In queste ore assistiamo da parte di Lega, Cinque Stelle e Fratelli d'Italia ad attacchi gravi e sconsiderati verso le prerogative della Presidenza della Repubblica. La pressione senza precedenti che vogliono alimentare è inaccettabile. Salvini si vergogni; continua a giocare la sua propaganda sulla pelle degli italiani. Attacca altri Paesi, ma in realtà sta attaccando la Costituzione su cui vorrebbe giurare tra qualche giorno come ministro. Ha preso il 17% dei voti e crede di essere il padrone del Paese oltre le sue regole democratiche".