19 settembre 2018
Aggiornato 12:30

Rampelli al DiariodelWeb.it: «Ha vinto il centrodestra, ma ci troviamo un premier di sinistra, un signor Nessuno»

Il capogruppo di Fratelli d'Italia ci racconta le sue impressioni dopo la consultazione con Giuseppe Conte: «Un signor Nessuno, mai votato dagli italiani»

ROMAOnorevole Fabio Rampelli, dalle sue parole mi sembra di capire che non solo Salvini non è più il leader del centrodestra, ma forse non esiste proprio più il centrodestra.
Il centrodestra esiste nella misura in cui la gran parte degli italiani sono di centrodestra, hanno una sensibilità vicina al centrodestra e ne condividono i valori. E sono animati dal buonsenso, invece che dalle vecchie e tronfie ideologie della sinistra, anche quella massimalista. Sicuramente la rappresentazione politica e partitica del centrodestra, in questo momento, presenta delle menomazioni e delle difficoltà ed è messa in discussione. Ma siccome il corpo elettorale di centrodestra è maggioritario in Italia, non passerà molto tempo per rivederlo protagonista. Noi comunque, come Fdi, su questo lavoreremo e cercheremo di costruirlo per il futuro.

Questo premier Conte è un oggetto misterioso un po' per tutti. A lei che ha avuto modo di parlarci, che impressione ha fatto?
È dotato di un titolo di studio, anche importante, non ho nessun pregiudizio nei suoi confronti, ma mi ha dato l'impressione di non sapere proprio da che parte cominciare. Il suo ruolo non è da minimizzare, perché il professor Conte sarà chiamato con una certa frequenza anche dagli altri leader delle nazioni d'Europa e del mondo: non credo che, ogni volta, potrà consultare Di Maio e Salvini. Per fare il capo del governo ci vuole un'autorevolezza, che ha avuto perfino Mario Monti.

Quindi Conte peggio di Monti?
Diverso da Monti. Monti è stato l'uomo del rigore e, con la sua ricetta, ha messo in ginocchio l'Italia, genuflettendosi rispetto ad alcuni poteri internazionali, ad alcuni potentati finanziari, ad alcune logiche eurocratiche, eccessivamente assecondate. Di Giuseppe Conte stiamo a vedere come si comporterà, lo aspettiamo al varco in aula, ma non abbiamo avuto l'impressione di un carattere, della capacità di imprimere velocità, di prendersi responsabilità. Spesso ci ha detto che doveva consultare la sua maggioranza. Mi auguro che questo problema possa essere superato presto: forse è la prima volta in Italia che si inizi dal contratto, qualcuno lo ha ritenuto un fatto positivo ma a me sembra un paradosso. Un conto è quando il programma lo presenta il presidente del Consiglio in pectore, un altro è se lo deve prendere e assorbire come se lo avesse scritto lui. Siamo in presenza di 40 fogli di carta fatti digerire obtorto collo ad una persona che non è mai stato votato dagli italiani, come Monti e come Renzi. Pur essendo la nostra una Repubblica parlamentare, dopo la rivoluzione del 1993 abbiamo conosciuto una forma surrettizia di presidenzialismo: è stata data possibilità di scrivere il nome del premier nel simbolo dei partiti o delle coalizioni. Qui siamo ad un'involuzione: abbiamo messo da parte il presidente del Consiglio, distaccandoci da tutte le altre democrazie parlamentari, che è stato avvisato solo cammin facendo di questa opportunità. Vorrei anche ricordare che il professor Giuseppe Conte si è dichiarato persona con il cuore battente a sinistra: ognuno ha diritto alle sue simpatie. Ma è un po' anomalo che, in un paese in cui quasi il 40% degli elettori si è espresso in favore del centrodestra, ci si debba ritrovare un presidente del Consiglio espressione del partito che è arrivato secondo, e che in epoche passate ha votato il Pd. Avremmo immaginato di poter collaborare ad una stagione di normalizzazione della democrazia italiana, per poterla avvicinare il più possibile alle altre democrazie occidentali, in cui i cittadini scelgono da chi essere governati.

Non è stato così.
Ci troviamo, non so se per volontà di qualche improvvisato della politica, di qualche circuito o consorteria che in Italia va per la maggiore, o di qualche trama sinistramente simile a quelle messe in campo in passato da Giorgio Napolitano, con un signor Nessuno, uno sconosciuto mai votato dagli italiani. Una scelta che è sostanzialmente non democratica. Ricordo anche agli elettori dei Cinque stelle che, con i clic sul web, hanno votato per Di Maio premier, quindi dovrebbero rifare la consultazione. Si sono sbagliati, si dovrebbero battere il petto e pentirsi di questo errore.