19 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

M5s-Lega, M5s-centrodestra compatto, M5s-Pd: cosa potrebbero fare al governo?

Archiviata l'elezione del Fausto Bertinotti del M5s, cioè Fico, si apre la partita per il governo

Dall'alto a sinistra Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Giorgia Meloni e Pietro Grasso
Dall'alto a sinistra Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Giorgia Meloni e Pietro Grasso ANSA

ROMA - Era la primavera del 2006 quando Fausto Bertinotti, icona della gauche caviar italiana, veniva eletto presidente della Camera dei Deputati. Un grande discorso di sinistra, condito da un’agiografia a mezzi di comunicazione unificati, fu il primo passo del già segretario di Rifondazione Comunista. Quando Bertinotti si presentò, due anni dopo, ai cancelli di Mirafiori per la campagna elettorale del 2008, gli operai non solo fischiarono, ma lo insultarano, e alle successive elezioni la cosidedetta sinistra radicale fu azzerata. Ero presente, quel giorno, alla mitica Porta 2 di Mirafiori: ricordo bene quella scena che mai avrei pensato di vedere in vita mia. Bertinotti, a Miarafiori, per anni era stato come Di Battista per i Cinque stelle. Il governo, distrugge.

Roberto Fico, il "meglio" della componente di sinistra del M5s
Ora, senza alcun dubbio, Roberto Fico è un’ottima persona: anch’egli proviene da Rifondazione Comunista, frequentata in tempi remoti, e sicuramente non ha quello sgradevole tratto radical chic che ha portato la sinistra italiana all’estinzione: soprattutto tra le classi che vorrebbe volere ma non potere - rappresentare. Roberto Fico è il meglio della componente di sinistra del M5s: simpatico, gentile, colto, popolare, poco avvezzo ai salotti, con un’ipostazione ideologica solida. Ha lavorato in un call center, cosa che gli fa onore. Si è laureato con una tesi sui neomelodici napoletani, scelta che evidenzia capacità d’analisi sociale. Su questi due aspetti, il lavoro nel call center e la tesi di laurea, soprattutto da sinistra piovono derisioni che evidenziano lo squallido classismo connaturato a quella cultura ormai perduta. Ma, detto questo, Roberto Fico non ha alcuna possibilità di incidere sul corso politico della prossima legislatura. Sarà, senza offesa, un altro Fausto Bertinotti: il compito di queste figure è silenziare il dissenso interno, ogni tanto dire qualcosa di politicamente corretto, invitare al dialogo, e poco più. 

Casellati, la vittoria del Cav
Per quanto riguarda il presidente del Senato – finalmente crolla l’orribile «presidenta» – è una grande vittoria di Silvio Berlusconi e una catastrofe per il M5s. Maria Elisabetta Alberti Casellati è l’avatar del massimo nemico politico del M5s, del cosiddetto "psiconano" di grilliana memoria. Le strambe regole del M5s hanno portato all’elezione di una pasdaran berlusconiana al posto del mite Paolo Romani, e ora tutti dobbiamo subire un profluvio di giustificazioni, di senso di responsabilità, di democrazia parlamentare rispettata, che il variegato mondo pentastellare tenta di propagandare ai trinariciuti fan. Che per altro aumentano giorno dopo giorno: chissà perché. Solo di ieri la notizia che anche Flavio Briatore è diventato un Cinque stelle: il carro del vincitore ha ormai le balestre sfondate. L'opposizione interna del M5s, per non parlare degli intellettuali di rifermimento, tace. Anche Di Battista sostiene che l'elezione della Casellati sarebbe uno "schiaffo a Renzusconi": imbarazzante. La posizione di Marco Travaglio ormai è simile a quella che i vari editoriali di Repubblica avevano per Renzi. Il sostegno, a prescindere, ha sostituito l’analisi. L’appartenenza post-ideologica alla fine è questa: il tifo per la squadra politica del cuore. Silenziata l’ala sinistra del M5s, non rimane che fare il governo. Ma quali sono le alchimie possibili? E cosa potrebbero fare una volta elette?

M5s-Lega
Matteo Salvini, ovviamente, sarebbe premier. Gli verrebbe riconosciuta, da parte dei pentastellari, la rottura con Silvio Berlusconi. Il potere sarebbe in mano ad un assetto leghista, incardinato quindi sulla sicurezza e sul taglio delle tasse. Ottime probabilità di provvedimenti molto popolari, ma insignificanti sul piano economico, quali il taglio delle indennità parlamentari e i vitalizi. Reddito di cittadinanza al sud si trasformerà in una sorta di bonus per le aziende che assumo. Oppure, come ha detto Matteo Salvini, «in un prestito da restituire». Espulsioni di massa di clandestini in vista e pattugliamento delle coste. Revisione della legge sulla legittima difesa. Revisione pesante della Legge Fornero. Importanti divergenze sull'estensione dei diritti civili, punto su cui potrebbe collassare un eventuale governo. Dura ostilità da parte dei sovrapoteri nazionali e dei mercati, probabile pressione finanziaria. Nessuna flessibilità nei conti da parte dell'Europa.

M5s-centrodestra unito con appoggio esterno FI-FdI
Luigi Di Maio premier, in virtù dell’accettazione dell’intera compagine di destra. Sarebbe una catastrofe per i pentastellari, una vittoria per Salvini, e un trionfo per Berlusconi. Ottime possibilità per il reddito di cittadinanza esteso, zero per taglio vitalizi etc. Abbondante taglio delle tasse sugli utili di impresa. Tav in Val Susa confermata. Espulsioni di massa di clandestini, nonché una politica di governo centrata sul primato della sicurezza. Travaglio diventerebbe berlusconiano in nome del «pragmatismo»? Diritti civili in estensione grazie all'asse Forza Italia-M5s. Nessuna flessibilità nei conti da parte dell'Europa. Mercati finanziari minacciosi ma senza eccedere.

M5s-Partito Democratico
Luigi Di Maio primo ministro, Partito Democratico in difesa riuscirebbe a strappare qualche ministero. Scenario agghiacciante sul piano dell’immagine: i due partiti per quanto si sopporterebbero? Il Pd imporrebbe nella squadra di governo Matteo Renzi? Nella stessa immagine potrebbero esserci Renzi e Di Maio? Come reagirebbe la base del M5s? Cosa scriverebbe Travaglio per salvare i suoi eroi? Governerebbero in nome del «fermiamo i fascisti, fermiamo le destre, fermiamo Berluconi», ma per quanto tempo? Trasformazione di sistema del M5s molto probabile, impossibile l’opposto per quanto riguarda il Pd. Reddito di cittadinanza, o qualcosa di simile, molto probabile. Rimangono Jobs act e Fornero, magari con riforme che cambiano nome ma non la sostanza. Politiche migratorie generose. Tav in Val Susa confermata. Sarebbe una catastrofe per entrambi i partiti: Lega e destra alle successive elezioni, nel giro di due anni massimo, otterrebbero maggioranze schiaccianti in tutta Italia. Diritti civili in forte espansione, forte conflitto con le gerarchie ecclessiastiche. Mercati finanziari e poteri sovranazionali entusiasti: decisa contrazione dello spread. Flessibilità nei conti da parte dell'Europa.