23 ottobre 2019
Aggiornato 20:30

Esposito (Pd) al DiariodelWeb.it: «Lascio la politica, l'Italia non ci vuole più (e sbaglia)»

Il parlamentare uscente ha perso il confronto nel suo collegio e, come il segretario Matteo Renzi, annuncia le proprie dimissioni: «Ora un governo Lega-M5s»

ROMAStefano Esposito, ieri dopo la sua sconfitta nel collegio uninominale ha annunciato sui social network di voler lasciare la politica. La notte ha portato consiglio o resta dello stesso parere?
La decisione è definitiva. Quello che ho scritto domenica notte è quello che ribadisco: lascio la politica a tempo pieno. Torno a fare il militante.

È stata la giornata delle dimissioni: anche Renzi ha fatto più o meno la sua stessa scelta.
No, non paragoniamo le mie scelte con quelle di Renzi, per favore. Sono due cose totalmente diverse: lui è un leader nazionale, io sono stato un buon parlamentare di territorio.

Però, forse, è il segno della fine di un'era per il centrosinistra...
Le ere sono veloci, ormai. Ciò che oggi sembra un'era finita, domani sembrerà qualcos'altro. Certamente la botta è molto forte, e a me hanno insegnato che quando ti misuri e perdi è bene farti da parte. Avanti gli altri. L'Italia ha dato un segnale molto netto: quasi il 70% ha votato per forze anti-sistema, anti-immigrati. È bene che adesso questo voto trovi una verifica, da parte di chi ha vinto, in un'azione di governo. A noi è stato detto: «Avete sbagliato tutto, non vi vogliamo più vedere al governo», quindi è giusto stare all'opposizione. Vedremo tra un anno se questi stessi italiani saranno contenti oppure no.

Lei ha fatto autocritica in maniera rispettabile, la sua impressione è che anche Renzi lo abbia fatto sufficientemente, nel suo messaggio di ieri? Molti sostengono di no.
Non mi interessa giudicare le autocritiche. Io, peraltro, non ho fatto nessuna autocritica: ho semplicemente preso atto di aver perso.

Comunque ha ammesso che gli errori sono stati suoi.
Se uno non vince, in un collegio uninominale in cui c'è il confronto diretto tra le persone, si prende la responsabilità della sconfitta. Con questo non faccio nessuna autocritica rispetto alla mia esperienza politica, ma sulla mia capacità di vincere il collegio.

Ma evidentemente, se questo è stato il risultato generale, qualche errore il Pd nel suo complesso dovrà pure averlo commesso, o no?
Io su questo ho opinioni un po' diverse. Quando hai un Paese che ritiene che si stava meglio nel 2011, quando stavamo per finire come la Grecia, rispetto ad oggi, non bisogna neanche abusare dell'autocritica. Bisogna prendere atto che c'è una percezione e una valutazione degli italiani, che bisogna ovviamente rispettare, ma non per forza condividere. La quale l'elettore che ti boccia ha ragione, perché questa è la democrazia, ma condividere quelle ragioni non è obbligatorio: io non condividerò mai le ragioni di chi ha votato Salvini perché promette di cacciare 500 mila immigrati facendo i rastrellamenti.

Eppure le vostre soluzioni non sono state ritenute più credibili.
È la democrazia. Per questo io vorrei vedere Salvini da una parte e Di Maio dall'altra al governo: perché possano dimostrare, dopo aver fatto promesse, di essere capaci a realizzarle. Ma da qui a condividere il voto di chi pensa che si possa dare 1680 euro di reddito di cittadinanza ce ne passa.

Non ho parlato di condividere, ma di vostri errori.
Noi non abbiamo promesso né fatto leggi che danno 1680 euro di reddito di cittadinanza. E meno male: vorrebbe dire avere un Paese già affondato. Ma le forze che hanno fatto queste promesse vanno messe alla prova, rapidamente, con un governo. È l'unico modo in cui gli italiani potranno capire se hanno dato un voto giusto o sbagliato.

Quindi lei auspica un governo Lega-M5s?
Sarebbe la soluzione ideale, se nessuno ha i numeri per farlo. Di sicuro, in questo ha ragione Renzi, non vengano a chiedere i voti al Partito democratico: sarebbe un po' singolare, no? Dopo avere detto tutto quello che hanno detto sul conto del Pd, il Pd ha perso le elezioni, e adesso vengono a cercare i voti del Pd? Sono curioso di sapere chi, dentro al Pd, pensa una cosa del genere: escano fuori allo scoperto. A parte Emiliano, che lo ha detto chiaramente, voglio sapere anche gli altri. Leggo sui giornali che ci sarebbero Gentiloni, Franceschini, Orlando, che teorizzano il sostegno esterno del Pd a un governo Di Maio. Io non ci voglio credere, ma se lo pensano lo dicano. E comunque sia, per quanto mi riguarda, essendo ancora iscritto a questo partito, semmai facesse una cosa del genere mi costringerebbero a tornare ad occuparmi di politica per dieci minuti: il tempo di strappare la tessera.

Visto che è ancora iscritto al Pd, che nuovo segretario auspica?
Intanto vorrei che questa volta non ci fosse da votare un segretario, ma un'idea. Forse il limite delle nostre primarie in questi anni è stato quello di guardare solo al nome e non al contenuto. In una situazione come questa, in cui prendi una sconfitta così, è importante ricostruire delle fondamenta diverse: mi pare che questo sia il messaggio di Renzi, quando parla di congresso risolutivo. Poi ci si confronterà: io non ho assolutamente idea di chi oggi potrebbe cimentarsi, ma da semplice iscritto mi aspetto di poter leggere qualcosa che non sia solo un richiamo ad un nome. D'altra parte i migliori congressi si fanno quando perdi le elezioni, perché non hai fretta, non hai l'impellenza del governo o delle risposte, e quindi puoi anche concentrarti sull'analisi.

Forse potevate farlo anche un anno fa dopo la sconfitta al referendum, magari non vi sareste ritrovati in questa situazione...
Avevamo ancora l'impellenza del governo. Difatti io ero uno di quelli che riteneva necessario andare a votare subito dopo il 4 dicembre: purtroppo quella linea non è passata. Oggi credo che molti se ne pentano, ma i pentimenti, il senno di poi, in politica non valgono niente. Quindi onestamente penso che un congresso in queste condizioni ci consenta di fare un'analisi vera e, in quel caso, anche le autocritiche su come hai governato, per correggere gli errori. Io mi aspetto un congresso di questo tipo, poi i nomi li vedremo quando si assoceranno. Ma se faremo solo un congresso di leadership non credo che compieremo un grande passo in avanti.