18 agosto 2018
Aggiornato 14:30

Anche il Pd si prepara al voto: il candidato premier sarà Gentiloni

Il Partito democratico guarda alle eventuali elezioni a luglio. Assemblea il 19 maggio a Roma. Renzi: «Smettiamo di litigare»
Paolo Gentiloni e Matteo Renzi
Paolo Gentiloni e Matteo Renzi (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - Il candidato del Pd e del centrosinistra alle elezioni, se saranno a breve, sarà «tendenzialmente» Paolo Gentiloni. Matteo Renzi a DiMartedì, su La7, chiede al premier uscente di salvare il Partito democratico. «Direi - ha spiegato - che tendenzialmente sarà lui, specie se si voterà presto. Naturalmente non lo voglio tirare per la giacchetta» ma «il nome di Gentiloni» ha aggiunto rispondendo a Giovanni Floris «penso che lo faccia la stragrande maggioranza degli italiani». Renzi è convinto che Gentiloni sia l'unico nome in grado di mettere subito tutto intorno a un tavolo. E a remare dalla stessa parte. «Il Pd deve smettere di litigare, che è un'impresa, lo dico per primo io. Siccome si va in campagna elettorale, stop ai litigi, basta discussioni».

Le frecciate a Salvini e Di Maio
Quanto alla situazione attuale, Renzi prova a cavarsela con una battuta: «Sono passate nove settimane e mezzo e non è successo niente. Non so chi tra Salvini e Di Maio fa Kim Basinger e chi Mickey Rourke...». I due «Si amano ma le famiglie non sono d'accordo». Poi le frecciate si spostano subito sul capo politico del Movimento 5 stelle, evidentemente percepito come il nemico numero uno dall'ormai ex leader del Pd: «Di Maio, se non è in grado di fare un governo, deve consentire di riscrivere le regole del gioco. Io credo - ha aggiunto - che si debba avere il coraggio e l'onestà intellettuale di dire che finchè non ci sarà una legge elettorale sul modello di quella dei sindaci questo Paese non sarà governato in modo chiaro». Renzi ha poi lanciato un'altra frecciata al candidato premier del M5s. "Di Maio - ha sottolineato - ha detto che siamo 0 a 0 dopo i rigori, ma se dopo i rigori sei 0 a 0 non è che ne fai un altro, vuol dire che il rigorista è incapace".

Il Pd pronto al voto
Nel Pd c'è chi ancora crede che alla fine M5s e Lega formeranno un governo. Ma intanto il partito si prepara in caso di elezioni a luglio, per le quali il Pd dovrebbe varare uno schema di emergenza. Per questo il reggente Maurizio Martina ha riunito al Nazareno i big del partito: il coordinatore Lorenzo Guerini, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci, i ministri Andrea Orlando e Dario Franceschini, Gianni Cuperlo, Marco Minniti, assieme a Piero Fassino, Roberto Giachetti e al vicepresidente della Camera Ettore Rosato.

Assemblea il 19 maggio a Roma
La riunione ha intanto portato all'intesa sulla convocazione dell'assemblea, che si terrà sabato 19 maggio alle 10.30 all'Hotel Ergife di Roma. Il parlamentino dem dovrà decidere se eleggere un nuovo segretario o convocare il congresso. «Naturalmente - spiega un esponente renziano di primo piano - molto dipenderà anche dal quadro politico generale. Se si va al voto a luglio il confronto interno sarà rimandato a dopo e sarà cercata una persona, nel modo più unitario possibile, per traghettare il partito. Se non si va al voto in tempi brevissimi si potrà avviare invece subito la discussione, anche congressuale».

Obiettivo: alleanza di centrosinistra. Porte aperte a LeU
Se alle fine le urne saranno riaperte in estate, il Pd lavorerà a una alleanza di centrosinistra, «più larga possibile», riflette un deputato di primo piano, anche con «una parte di Leu». In questo caso, aggiunge, «il candidato premier non sarebbe il segretario del Pd» e il profilo più adeguato, per molti, sarebbe quello di Paolo Gentiloni, che nel frattempo sarà liberato dall'impegno a Palazzo Chigi. «È una personalità di primissimo piano non solo del Pd ma del centrosinistra tutto», ha detto Martina. E ancora più esplicita è stata Maria Elena Boschi: «Se si dovesse andare al voto - ha detto a Porta a porta - è molto probabile che sia Gentiloni a guidare il centrosinistra, credo che sia il leader naturale».