18 ottobre 2018
Aggiornato 17:30

Salvini difende Fontana e sul lavoro rilancia: stipendio minimo orario. Su vaccini libertà di scelta

Il segretario della Lega in una intervista al Corriere della Sera difende la scelta di Fontana alla Regione Lombardia e torna a parlare di lavoro e vaccini
Il segretario della Lega Matteo Salvini
Il segretario della Lega Matteo Salvini (ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

MILANO - «Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva. Non ho potuto che prenderne atto». In una intervista al Corriere della Sera Matteo Salvini commenta l'addio di Roberto Maroni dalla Regione Lombardia, spiegando che "certo, avrei preferito si ricandidasse, però ne abbiamo parlato tre volte: la prima mi ha detto che stava maturando la decisione, poi me l’ha confermato. Che potevo fare? Le scelte di carattere personale vanno rispettate e non discusse». In Lega c’è chi pensa a un patto segreto tra Maroni e Berlusconi per mettere in difficoltà Salvini, ma lui taglia corto: «Queste cose si leggono nei retroscena sui giornali. Io non faccio patti segreti e stranezze, dunque non penso che li facciano neanche gli altri». 

"Fontana miglior candidato possibile"
E così, Salvini e i suoi hanno individuato in Attilio Fontana il miglior candidato possibile, anche se diversi sondaggi danno Mariastella Gelmini più amata. «I sondaggi commissionati, da altri e non da noi, ci dicono che Fontana è in ampio vantaggio comunque» spiega Salvini. Fontana, avvocato sindaco di Varese, considerato una delle figure più moderate e concilianti fra i dirigenti della Lega, vicino al partito da almeno trent’anni già e amico di Umberto Bossi, però non piace a tutti. Sembra vero che nei suoi dieci anni da sindaco della città i bilanci siano sempre stati piuttosto in ordine, con le tasse sotto controllo e un'amministrazione lungimirante. Ma non basta per tutti, e gli alleati non hanno preso benissimo la sua candidatura. «Con loro ne avevamo parlato domenica" chiarisce Salvini. "Avevamo anche individuato un profilo comune, e difatti lo avevamo scritto nel comunicato finale. Tutti i presenti sapevano il nome e il cognome che corrispondevano a quel profilo». Però, Silvio Berlusconi ha rilanciato il nome di Mariastella Gelmini.

"Non so ancora dove mi candiderò"
Il via libera a Fontana costerà qualcosa alla Lega, chiede il giornalista a Salvini, come per esempio il candidato governatore in Friuli Venezia Giulia che lui indicava in Massimiliano Fedriga? «In Friuli si vota il 29 aprile, e anche in altre regioni si andrà alle urne più avanti. L’urgenza ora è il 4 marzo, per le Politiche e le Regioni al voto. Per il resto, si può discutere con più calma di tutto» risponde secco il segretario, che ammette di non aver ancora deciso dove candidarsi: «Credo di essere l’unico segretario di partito che non ci ha ancora pensato. Di certo, mi piacerebbe candidarmi nella mia città, Milano». Si dice comunque orgoglioso del fatto che gli abbiano chiesto di correre in parecchie realtà del Sud, "credo proprio che ci sarò", ma "vorrei anche sfidare Renzi, oppure la Boschi o la Boldrini».

Legge Fornero?? via, ma come?
Salvini viene etichettato come quello che promette cose impossibili, anche dalla stampa estera. Come a proposito della cancellazione della legge Fornero... «Il governo Salvini cancellerà la Fornero. La sostenibilità è la gabbia che ci hanno costruito intorno. Negli ultimi 16 anni ci hanno rinchiuso come criceti, ci hanno fatto correre in nome del risanamento. Risultato, negli stessi anni abbiamo perso 2000 euro di reddito pro capite ma il debito è enormemente aumentato». Come si paga l’abolizione della legge Fornero? «Rimettendo i soldi in tasca. Così la gente li spende e l’economia riparte. Un’altra cosa su cui io e Berlusconi non siamo d’accordo è il limite di spesa per il contante: lui lo fisserebbe a 5000 euro, io lo abolirei del tutto».

Jobs Act, qualcosa da salvare c'è
Sul Jobs Act invece la posizione è meno netta: «Ci sono parti che non butterei via" ammette, "e mi rifiuto di tornare all’art. 18 per le piccole e medie imprese. Ci sono cose dei governi precedenti che hanno avuto effetti positivi: superammortamenti, gli incentivi fiscali al lavoro... Non è che dobbiamo fare tabula rasa di tutto». Sul lavoro sta già pensando "a una cosa che è da poco entrata in vigore in Svizzera: uno stipendio minimo orario al sotto del quale non si possa andare».

Vaccini libera scelta
Sul complesso tema vaccini che riempiono i giornali in queste ore dopo le sue dichiarazioni a favore della libertà di scelta, Salvini ammette che con Forza Italia ad esempio ci sono delle divergenze: «È chiaro che all’interno di un programma comune ci possono essere alcune differenze. Sull’obbligo vaccinale io preferisco la libertà di scelta. Per dire: noi siamo anche per la tassazione della prostituzione e l’abolizione della legge Merlin. Ci deve essere un’idea comune, ma sensibilità specifiche diverse sono naturali». A questo proposito Renzi dice che, data la posizione sui vaccini, «esiste un’alleanza non scritta (per ora)» tra Lega e 5 Stelle. «Renzi è un ignorante che dimostra la sua ignoranza. Io i vaccini ai miei figli li ho fatti fare, ma sono contrario all’obbligo. La Lega ha anche proposto che lo Stato si faccia carico di esami pre vaccinali. La verità è che siamo l’unico paese al mondo sotto esperimento, nessun altro ha dieci vaccini obbligatori. Quanto ai 5 Stelle, cambiano idea troppo spesso per poterci fare patti».