17 ottobre 2018
Aggiornato 22:00

Fratoianni al DiariodelWeb.it: «Chi ci vota aiuta Salvini? Renzi è un disco rotto»

Il candidato di Liberi e Uguali spiega ai nostri microfoni le proposte elettorali di Pietro Grasso: «Via le tasse universitarie? Basta togliere gli 80 euro»

ROMANicola Fratoianni, a tutte le elezioni vi presentate con un nuovo nome: Sinistra Arcobaleno, lista Tsipras... e poi i risultati sono scarsi. Perché Liberi e uguali dovrebbe fare eccezione?
Intanto perché è un processo di aggregazione. La sinistra in questo Paese è stata descritta, a volte con toni macchiettistici, come la forza che si scinde per vocazione: adesso siamo di fronte a un processo inverso. Una ricomposizione tra le forze principali di quest'area, ma anche con le esperienze della società. Proviamo a disegnare un profilo politico e culturale: l'Italia viene raccontata sempre come un Paese in emergenza, ma l'unica vera emergenza è la diseguaglianza. Liberi e Uguali nasce per questo.

Ma voi liberi lo siete davvero o, come dice Renzi, c'è sempre D'Alema che comanda?
Io mi sento liberissimo. Perfino questa rischia di essere una macchietta, e di non portare troppa fortuna a Renzi. D'Alema è un dirigente storico della sinistra italiana; su tante questioni abbiamo avuto e forse abbiamo idee diverse, tanto che ci siamo anche contrastati reciprocamente. Ma su un punto siamo tutti d'accordo: serve un'inversione di rotta radicale nella politica italiana. Perché le scelte che l'hanno guidata, non solo negli ultimi anni, sono state sbagliate.

Anche D'Alema ha contribuito, però.
Le biografie di ciascuno sono importanti, a patto che non siano fotografie immobili, altrimenti non si avanza mai. La realtà è che anche una parte della sinistra ha immaginato che il liberismo fosse l'unica strada possibile e che il compito della politica fosse, nel migliore dei casi, di equilibrare gli interessi. Noi, invece, vogliamo cambiare le cose, mettendo al centro la condizione dei molti che hanno visto peggiorare la loro condizione, a fronte dei pochi che l'hanno migliorata in modo insopportabile.

Dunque vi sentite liberi, ma rischiate anche di sembrare uguali... agli altri. Vi siete allineati alla schiera delle promesse: la vostra è quella di cancellare le tasse universitarie, ma avete parlato anche di sanità pubblica, investimenti sul lavoro e il territorio. Per fare questo, però, servono i soldi, e in campagna elettorale non si parla mai delle coperture.
Ci sono promesse e promesse. La destra propone la flat tax: ovvero, tutti pagano uguale. Se passa questa idea, i molto ricchi pagano molto poco, e i molto poveri, cioè la gran parte della popolazione, paga troppo.

È la stessa obiezione che vi è stata fatta sulle tasse universitarie.
Se parlassimo della stessa cosa. Ma l'istruzione, per me, rientra tra i diritti universali. Se funzionasse così anche la sanità, la pagheremmo solo quando la utilizziamo. Invece, se un domani ti serve, devi sapere che è gratis: per te che sei povero come per tutti i cittadini. Per questo la pagano tutti, naturalmente in modo progressivo, sulle proprie tasse. L'università deve funzionare allo stesso modo.

Ci vogliono comunque i soldi.
Stiamo parlando di 1,6 miliardi: una piccolissima somma rispetto alle altre promesse.

A cui vanno aggiunti tutti gli altri investimenti.
Quella è una scelta di politica economica.

Ma i soldi dove li trovate?
Per esempio cambiando la politica dei bonus. Soltanto in questa legislatura, gli 80 euro sono costati 9 miliardi all'anno, gli sgravi fiscali per il jobs act oltre 20. E potremmo discutere agli incentivi all'energia, che vanno spesso a quella inquinante. Insomma, ci sono risorse che vengono impiegate per alcune cose e non per altre. L'intero importo della cancellazione delle tasse universitarie equivale a 25 km di Tav: cioè di una grande opera inutile. Io sono per rivedere l'intero sistema della spesa pubblica sulla base delle priorità e della nostra idea di futuro. L'Italia, oggi, è agli ultimi posti per il numero di laureati e abbiamo pochissimi studenti che usufruiscono delle borse di studio: un Paese civile e lungimirante deve investire su questo.

Sapete bene che, se il Pd perderà, tutti daranno la colpa a voi. Renzi ha già iniziato a dire che chi vi vota fa un favore a Salvini.
Il voto utile è un disco rotto, anche un po' graffiato. Questo argomento non convince più nessun elettore. Renzi cominciasse a parlare delle sue proposte e a contrastare la destra davvero. Lo abbiamo visto in Sicilia: ha fatto campagna elettorale contro la sinistra ed è arrivato terzo. La destra torna a crescere e a far paura perché il cosiddetto centrosinistra ha fatto per troppo tempo politiche di destra. E quando fai le stesse cose dei tuoi avversari, i cittadini, che non sono fessi, scelgono l'originale. È curioso che ci si scandalizzi perché proponiamo che tutti possano iscriversi all'università, mentre in questa legislatura sono state tolte la tassa sugli yacht di lusso, quella sulla prima casa a tutti, e via così. Quando fai questo diventi poco credibile. Per me l'unico voto utile è quello libero.