26 giugno 2019
Aggiornato 11:30
Crescita

La promessa di Natale di Renzi: Italia cresce, se vinceremo le elezioni abbasseremo ancora le tasse

Le parole del segretario del Pd Matteo Renzi commentando i dati diffusi dall’Istat relativi alla crescita italiana

Il segretario del Pd Matteo Renzi
Il segretario del Pd Matteo Renzi ( ANSA )

ROMA - «La produzione industriale cresce del +3.1% nel mese di ottobre 2017 su ottobre 2016. Il traino viene dai beni strumentali (oltre il 5%), per i quali iniziano a farsi sentire le misure di iperammortamento del pacchetto Industria 4.0 e la riduzione della pressione fiscale. Dopo anni di crisi, la crescita è una realtà. Con buona pace di chi ancora oggi mette in dubbio le politiche economiche di questi anni». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il segretario del Pd Matteo Renzi, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.

"Buttare giù le tasse"
Aggiunge il segretario dem: "Ancora gli effetti non si sono mostrati del tutto e i prossimi mesi andranno ancora meglio. Mi davano del matto visionario quando dicevo che l’Italia sarebbe tornata a crescere, ora la realtà dimostra che avevamo ragione. Ma non importa rivangare il passato: preoccupiamoci del futuro». C’è un solo modo nel breve periodo per crescere di più: "Buttare giù le tasse in modo intelligente a chi innova, investe e assume. E dare più potere d’acquisto alla classe media. Queste cose le dicono tutte. Noi le abbiamo fatte e le faremo se toccherà ancora a noi». «Le faremo perché il Paese non può permettersi di ritornare ai tempi della crisi o affidarsi all’assistenzialismo del reddito di cittadinanza. Il Pd è stato in questi anni il partito della crescita, il partito del lavoro: chi lo nega, nega la realtà. Avanti, insieme», conclude Renzi.

Gentiloni: "Italia più stabile"
Gli fa eco dalle pagine de La Stampa il premier Paolo Gentiloni, che ricorda: "Il giorno dell’insediamento a Palazzo Chigi sono salito sull’ottovolante e sono accadute tante cose che era difficile immaginare». In ogni caso «lascio un’Italia più stabile», un Paese più forte che, pur con tanti problemi aperti, «ha superato la sua crisi più grave e che non deve disperdere gli sforzi fatti in comune». E conclude: «L’Italia non va verso un periodo di instabilità, perché le sue scelte fondamentali, a partire da quelle europee, resteranno: c’è continuità nelle posizioni dei governi del nostro Paese».