Italia | Decreto salva-banche

Mirabelli (Pd) al DiariodelWeb.it: «Sulle banche la Boschi non c'entra»

Parla ai nostri microfoni uno degli esponenti del Partito democratico nella discussa commissione banche: «La ministra non ha responsabilità sulla crisi dell'Etruria, nessun conflitto d'interessi»

ROMASenatore Franco Mirabelli, cosa sta succedendo nella commissione banche?
Stiamo proseguendo le indagini sulle quattro banche. Certamente dovremo audire Padoan per il governo, Visco per la Banca d'Italia, Vegas per la Consob. Dopodiché è stata proposta l'audizione di Ghizzoni, e noi non abbiamo alcun problema.

Lei riterrebbe opportuno audirlo?
Secondo noi non ha alcuna rilevanza per la nostra inchiesta, ma se c'è l'esigenza di ascoltarlo noi non siamo preoccupati.

Per chiarire il presunto incontro con la Boschi di cui si è tanto discusso.
Che non c'entra nulla con la crisi di banca Etruria. È un gossip. Quando ci sarebbe stato questo colloquio, l'istituto di credito era già fallito.

Ma immagino che voi, come commissione parlamentare, avrete interesse a chiarire anche le responsabilità politiche.
Assolutamente sì, per questo le sto dicendo che l'audizione di Ghizzoni non può aiutare. Anche se avesse parlato con un ministro, questo non avrebbe influito né sulla crisi né sulla soluzione. Ma, siccome questo principio è giusto, lo sentiremo. E ci aspettiamo che vengano sentiti anche tutti gli altri che possono aver influito, come Tremonti, il procuratore di Treviso...

Non avrà influito sulla crisi, ma un incontro del genere evidenzierebbe un conflitto d'interessi da parte della Boschi.
Ho capito bene che cosa si vuole sapere: se lui conferma le indiscrezioni di De Bortoli. Dopodiché, se questo rappresenti un conflitto d'interessi, o una presunta ingerenza su non si capisce cosa, è tutto da discutere.

Diciamola chiaramente: lei ritiene che la Boschi non abbia nessuna responsabilità politica su banca Etruria?
Io ritengo, come ci è stato spiegato carte alla mano che la crisi della banca maturi tra il 2008 e il 2010, quando vengono concessi crediti senza nessuna cautela e trasgredendo a ogni regola. Allora il padre della Boschi non era neanche in consiglio d'amministrazione, lei non era in parlamento. Le responsabilità le abbiamo già verificate e la procura della Repubblica le ha segnalate con dei rinvii a giudizio. Credo che la commissione debba condurre un'inchiesta sui fatti che sono accaduti, non confermare i teoremi costruiti in questi anni. Io non penso che ci sia stato nessun conflitto d'interessi.

E il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, è stato davvero reticente a rivelarvi l'indagine nei confronti di Pierluigi Boschi?
Non è così, glielo posso assicurare. Il problema è che quando un procuratore della Repubblica ci parla di un'inchiesta in corso, gli atti della commissione vengono secretati. Pubblicamente, incalzato più volte dal Movimento 5 stelle, è stato inattaccabile, chiarendo più volte che Boschi non è stato rinviato a giudizio, non che non fosse indagato. Lui stesso ha trasmesso una parte del verbale che certifica questo fatto. Quello che è stato detto in seduta segreta, quando ci si è occupati della denuncia della Consob, resta lì.

Ritiene opportuno che indaghi su queste vicende un procuratore che ha lavorato, fino all'anno scorso, come diretto consulente di Renzi a palazzo Chigi?
Lui indaga su queste vicende dall'inizio, perché ha condotto tutte le istruttorie. Il procuratore è già stato chiamato dal Csm due volte ed in entrambi i casi ha dimostrato di svolgere bene il suo lavoro. Dopodiché non è venuto in commissione a dirci la sua opinione, ma a portarci atti giudiziari a sostegno delle sue tesi. Quando ci ha spiegato come mai non sono stati rinviati a giudizio 14 consiglieri di amministrazione, lo ha fatto carte alla mano: perché loro, tra i quali Pierluigi Boschi, non hanno partecipato alle votazioni incriminate, quelle che hanno concesso i crediti imprudenti. Mi pare difficile mettere in discussione l'oggettività di questi fatti. È facile fare la propaganda politica, ma si sta indagando su tutte le questioni poste da Bankitalia e da Consob. La parte che riguarda le indagini in corso, tra le quali quella per il falso in prospetto, è stata secretata e trovo scorretto strumentalizzarla.

Eppure dai governi del Pd si sono dimessi ministri come la Guidi e Lupi per fatti molto meno scottanti. Possibile che la Boschi resti ancora al suo posto?
Sì, finché qualcuno mi spiega quale sia la sua responsabilità. A quel punto sarò il primo a chiedere le sue dimissioni e lei la prima a darle. Ma, al momento, faccio fatica a capire come dal governo possa aver influito su questa vicenda, quando le crisi delle banche erano già tutte aperte e, se è intervenuta, lo ha fatto per salvaguardare almeno i lavoratori e i correntisti.