16 ottobre 2019
Aggiornato 22:00
Legge elettorale

La teoria di D'Alema sul Rosatellum: ecco perché Renzi l'ha fatto

Le parole di Massimo D'Alema ospite di Circo Massimo su Radio 24: 'Renzi ha fatto tutto questo per un motivo preciso, ma il vero vincitore alla fine non è neanche lui'

Massimo D'Alema al sit-in organizzato dalla sinistra contro la fiducia sul Rosatellum in piazza del Pantheon a Roma
Massimo D'Alema al sit-in organizzato dalla sinistra contro la fiducia sul Rosatellum in piazza del Pantheon a Roma ANSA

ROMA - La legge elettorale approvata "nasce all'insegna del trasformismo", tanto che il vincitore della partita "non è Renzi: il vincitore è il senatore Verdini, che ieri ha illustrato la sua vittoria, ci ha spiegato che anche se clandestinamente hanno sempre fatto parte della maggioranza e ne faranno parte in futuro. Ci ha detto la verità finalmente». Lo ha detto Massimo D'Alema, ospite di Circo Massimo su Radio 24. Quanto al cambio di maggioranza e alla necessità di un passaggio parlamentare di Gentiloni, D'Alema osserva: "Nelle democrazie parlamentari usa così. Ma ormai c'è una tale sequela di strappi alle regole, che questo non è il più grave». Dall'approvazione con la fiducia del Rosatellum "Gentiloni esce profondamente ridimensionato sul piano della sua qualità di statista: avendo solennemente promesso che il governo non si sarebbe ingerito, mettendo la fiducia è diventato come Renzi, è ufficialmente un bugiardo come Renzi" chiosa D'Alema. Che conclude: "Ed è forse quello che Renzi voleva: era indispettito dalla maggiore credibilità di Gentiloni. Un effetto collaterale voluto credo sia stato quello di ridurre la credibilità di Gentiloni. Il che ci fa capire la carica distruttiva di questa leadership, che per sopravvivere deve distruggere i suoi, umiliare i suoi collaboratori".

Calderoli: "Finalmente la democrazia è tornata"
Intanto dai banchi della Lega non sono in pochi a scalpitare. Calderoli ne ha provati tanti di sistemi per sua stessa ammissione: "Ho provato il proporzionale con le preferenze, il 'Mattarellum' ed il 'Porcellum' e oggi dico che in un sistema tripolare come quello attuale non può esistere una legge perfetta e lo dico da persona che ha una certa conoscenza della materia, dato che io una legge elettorale l'ha scritta, facendola approvare dal Parlamento, una legge che poi altri, di cui ho fatto i nomi qui in Parlamento senza mai essere smentito, hanno rovinato». Anche se non è il migliore dei mondi possibili, ammette che "noi senza legge elettorale non potevamo votare e avevamo sospeso la democrazia, perché senza il voto non c'è la democrazia".

"Quattro criteri su cinque rispettati"
Dunque il voto di ieri ier è stato un modo per "riempire quel buco». Bella o brutta? "Non lo so, ma so che le leggi devono funzionare. Questa legge ha il requisito della rappresentatività, ovvero la traduzione del voto degli elettori in seggi, dunque in eletti, che qui è garantita avendo quasi due terzi eletti con il sistema proporzionale, è garantita per l'elettore l'identificabilità del candidato perché c'è il nome ed il cognome del candidato, garantisce la coerenza del sistema di elezione della Camera e del Senato e garantisce l'imprevedibilità». Calderoli deve comunque ammettere che una "pezza" questa legge ce l'ha: "Quella della governabilità, ma oggi con il tripolarismo non c'è nessuna legge che possa farlo. Per cui questa legge risponde a quattro criteri su cinque".

"Siamo alla frutta, anzi al conto"
Insomma, hanno votato "ma la legislatura è finita, bisogna tirare giù la saracinesca. Siamo alla frutta, anzi al conto e il conto tra poco lo presenteranno al Pd i cittadini quando andranno a votare». Vedo - prosegue il senatore leghista - tra i componenti della maggioranza "tanti pugili suonati per le tante botte prese, prima la botta del referendum costituzionale di dicembre, poi la seconda botta, quella delle amministrative a giugno, la terza botta è arrivata domenica con i referendum per l'autonomia dove il PD ha remato contro e a breve, amici della maggioranza, vi arriverà la quarta botta dalla Sicilia dove arriverete quarti su quattro e alle Politiche arriverete terzi su tre. Mentre noi andiamo alle prossime elezioni non per partecipare ma per vincere e per dimissionare per sempre Matteo Renzi".