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Terremoto, Renzi prometteva di ricostruire tutto «dov'era e com'era». Ma ecco che fine farà Pescara del Tronto

Vi ricordate quando, subito dopo il terremoto del 24 agosto di un anno fa, l'allora premier Matteo Renzi prometteva solennemente "Ricostruiremo tutto, dov'era prima e come, anzi meglio di prima"?

Un carro funebre schiacciato dalle macerie a Pescara del Tronto
Un carro funebre schiacciato dalle macerie a Pescara del Tronto (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ASCOLI PICENO - Vi ricordate quando, subito dopo il terremoto del 24 agosto di un anno fa, l'allora premier Matteo Renzi prometteva solennemente «Ricostruiremo tutto, dov'era prima e come, anzi meglio di prima»? E' trascorso un anno da questa promessa e, oltre ai classici ritardi all'italiana che in alcuni casi vedono non solo la ricostruzione, ma addirittura la rimozione delle macerie neppure iniziata, c'è anche di più. E di peggio. Perché c'è un paese che, in evidente contraddizione con la promessa dell'ex premier, probabilmente non vedrà più la luce.

Pescara del Tronto
A Pescara del Tronto, frazione di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, la ricostruzione non è mai iniziata, ma soprattutto nessuno sa quando e se si potrà ricostruire. Una volta era uno splendido borgo con 135 abitanti in inverno e il doppio in estate, almeno fino a quel 24 agosto 2016 quandoil sisma ha ucciso 47 abitanti e polverizzato circa duecento case. Ma il destino di Pescara del Tronto è ancora più amaro di quello di moltri altri comuni coinvolti nel terremoto. Ai superstiti, infatti, Fausto Guzzetti, direttore dell’Irpi-Cnr, ha dovuto dire che «Il sito più antico è in un’area dove sconsigliamo ogni ricostruzione»

Nullificazione degli slogan post-terremoto
Pescara del Tronto nullifica, di fronte alla sua definitiva distruzione, tutti gli slogan politici del post-terremoto. E il primo comune a dover affrontare questo verdetto, ma è molto probabile che non sarà l'unico. Pperché, come molti già sospettavano un anno fa nonostante le rassicurazioni di Renzi, gli esami stanno portando alla luce realtà territoriali in cui i presupposti per ricostruire «tutto e meglio» non ci sono.

La relazione del Cnr
Francesco De Angelis, vicepresidente dell’associazione Pescara del Tronto 24-08-16 Onlus, parlando con La Stampa giura che questo non sarà un «addio» al suo amato paese. «Stiamo aspettando la relazione ufficiale che ci dirà dove potranno sorgere le nuove case. Pare che esistano due siti, bisogna capire quanto sono grandi e che cosa effettivamente si ha intenzione di costruire».  Di certo c'è che la relazione dell'Irpi-Cnr sconsiglia fortemente di ricostruire nella gran parte del territorio di Pescara del Tronto. «È possibile che il sito sia interessato da diversi interventi franosi, da crolli di massi o di detriti. C’è una configurazione idrogeologica decisamente sfavorevole e ci sono anche amplificazioni sismiche molto elevate, quando le onde interagiscono con lo strato più superficiale del terreno si amplificano. La distruzione totale del sito dipende da questi fattori. Per questi motivi sconsigliamo di costruire», si spiega.

Una sfida che erediterà il nuovo Commissario
La decisione finale, però, sarà una scelta non dei tecnici, ma dei politici. Quel che è certo è che non sarà mai tutto «come prima». «Sappiamo perfettamente che non sarà possibile ricostruire il paese che abitavamo. Non c’è nemmeno lo spazio, ci hanno detto - spiega De Angelis -. Non saranno ricostruite, ad esempio, le vecchie stalle e le cantine e bisognerà andare in un’area diversa. Valuteremo in base a quello che emergerà dalla relazione finale. Per noi è importante che la nuova Pescara del Tronto conservi le caratteristiche di un borgo degli Appennini e che non venga snaturata». Bisognerà capire, insomma, dove ricostruire almeno 250 case per un paese stretto tra il fiume e la montagna. La sfida non è da poco. Un quadro difficile, se non drammatico, la cui responsabilità sarà ereditata dal successore di Vasco Errani, tra qualche ora ex commissario alla Ricostruzione, che il consiglio dei ministri starebbe per sostituire con Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia.