Italia | Emergenza sbarchi

Migranti, dopo Medici senza frontiere si ritira anche Sea-Eye: «Il Mediterraneo non è sicuro»

Il fondatore-presidente della Ong Sea Eye, Michael Buschheur ha annunciato il ritiro dalle acque libiche delle operazioni di salvataggio a causa delle mutate condizioni di sicurezza

Dopo Mds si ritira anche Sea Eye.
Dopo Mds si ritira anche Sea Eye. (ANSA/ ETTORE FERRARI)

ROMA - Fuori due. Ventiquattro ore dopo Medici Senza Frontiere una seconda Ong internazionale sospende le sue operazioni di soccorso ai migranti nel Meditteraneo. Una «dovuta alla mutata situazione di sicurezza nel Mediterraneo occidentale dopo l'annuncio del governo libico di un'espansione indefinita e unilaterale delle sue acque territoriali, combinata con un'esplicita minaccia alle ong private", ha motivato sui social la decisione il presidente della Ong Michael Buschheuer. «Continuare il nostro lavoro di salvataggio non é più possibile in queste circostanze, e non possiamo più garantire la sicurezza dei nostri equipaggi. Oggi abbiamo deciso con gran cuore - ha annunciato il presdente di Sea Eye via Twitter e Fascebook- di sospendere temporaneamente le nostre missioni di salvataggio nel Mediterraneo». Buschheuer ha informato i suoi equipaggi e i capitani di questa decisione. Il motivo è la mutata situazione di sicurezza nel mediterraneo occidentale.

L'annuncio di Sea Eye
«In queste circostanze, non è possibile proseguire il nostro lavoro di salvataggio. Sarebbe irresponsabile nei confronti dei nostri equipaggi", ha ammesso il presidente di Sea Eye. Nel corso degli ultimi giorni altre organizzazioni di salvataggio del mare - compresi 'Medici senza frontiere' - hanno annunciato il ritiro temporaneo dalla zona di ricerca e salvataggio al largo della costa libica. "Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane analizzeremo attentamente il cambiamento della situazione di sicurezza al largo della costa libico e discuteremo la nostra azione futura - ha comunicato il presidente -. In primo luogo Sea-Eye analizzerà attentamente il cambiamento della situazione di sicurezza al largo della Libia e valuterà come agire in futuro».

L'appello del presidente delle Ong
«Lasciamo - ha sottolineato Buschheuer - un vuoto mortale nel Mediterraneo. Faccio appello al governo Italiano e alle forze dell'operazione Sophia dell'Unione Europea affinché facciano finalmente tutto il possibile per porre fine alla morte di coloro che scappano». Centinaia di migliaia di persone sono arrivate nell'inferno libico durante la loro fuga e sono esposte alla mercé di banditi, trafficanti e milizie dei vari governi. «I rifugiati perdono ora la loro ultima possibilità di fuggire dalla Libia», ha concluso Buschheuer. Infine, il fondatore di Sea-Eye ha espresso l'auspicio che l'annuncio della Cancelliera Merkel di aiutare le organizzazioni per i rifugiati delle nazioni unite a intervenire nella crisi umanitaria in Libia «non rimanga solo una vana promessa».Dall'inizio delle sue operazioni nell'aprile 2016, Sea-Eye ha salvato circa 12.000 persone. E «centinaia di volontari hanno lavorato volontariamente e senza essere pagati a bordo delle due navi Sea-Eye e Seefuchs», sottolinea la stessa ong.