24 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Libro 'Avanti'

Renzi: ma quale golpe, Letta fece la parte della vittima ma rifarei tutto

Nel suo libro, tra le altre cose Matteo Renzi ricostruisce la vicenda spesso sintetizzata con il meme «Enrico stai sereno». Negando fortemente che si sia trattato di un golpe, e accusando Letta di aver fatto ingiustamente la parte della vittima

Enrico Letta e Matteo Renzi nel famoso momento del passaggio della campanella
Enrico Letta e Matteo Renzi nel famoso momento del passaggio della campanella ( ANSA )

ROMA - La fine del governo di Enrico Letta «è stata un'operazione politica voluta in primis dall'allora minoranza del Pd. E' stata un'operazione politica che io ho pagato a livello reputazionale, ma a livello politico ha smosso l'Italia. E quindi la rifarei». Parola di Matteo Renzi, che durante la presentazione del libro Avanti, ampiamente anticipato sui giornali negli scorsi giorni, ricostruisce quell'«Enrico stai sereno» diventato il meme del tradimento politico. Al momento del passaggio di consegne al governo, sostene Renzi, Enrico Letta entrò «in modalità broncio» e fece la parte «della vittima»«Il cambio alla guida del governo sarà descritto da molti osservatori come una oscura manovra di palazzo» ma in realtà, racconta ancora Renzi, «accade semplicemente che il Pd decide di cambiare cavallo" dopo "il voto alle primarie di due milioni di persone e alla luce del sole» perchè «quel governo non si muoveva».

Il passaggio della campanella
Nel suo libro, il leader Pd ricostruisce la vicenda. «La scena del passaggio della campanella - scrive il leader Pd - segna un investimento del premier uscente: fare la parte della vittima funziona sempre in un Paese in cui si ha sempre più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova». E prosegue: «Ci sono intere carriere che vengono costruite sul vittimismo anzichè sul risultato. Peccato che questo accada a spese di uno dei momenti che per definizione devono essere giocati all'insegna del fair play, sempre».

Nessun golpe
Renzi nega fortemente la versione del golpe diffusa dalle ricostruzioni della stampa. «Le ricostruzioni - scrive ancora Renzi nel libro - mettono in scena un golpe in piena regola, come se Letta fosse stato usurpato di chissà quale investitura democratica o popolare, quando invece la sua designazione, nel 2013, non era stata decisa da alcun organismo di partito né da un voto popolare».E continua: "l'unica volta in cui Enrico Letta si era candidato alle primarie, nel 2007, aveva raccolto la miseria dell'11% dei voti. Più o meno la percentuale di Civati qualche anno più tardi".

Il foglio di Letta
Nel libro Renzi racconta anche che Letta, come relazione scritta del lavoro, gli consegnò «un foglio scritto a mano in tutta fretta, con alcuni punti appena abbozzati. E' un fogliaccio che sembra la brutta copia di qualcosa. L'ho tenuto con me per mille giorni, nel cassetto di destra della scrivania. E quando ho lasciato Palazzo Chigi me lo sono portato via, per ricordarmi sempre come non si lasciano le cose».