Berlusconi al Messaggero

Berlusconi attacca Renzi: ius soli? Un invito ai migranti a venire in Italia

In una intervista al Messaggero il leader di Forza Italia parla di migranti, legge elettorale ('Cambiarla è doveroso') e dice no sia a un Nazareno bis che alle primarie dentro al centrodestra

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi al Messaggero attacca Renzi sullo ius soli e parla di alleanze
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi al Messaggero attacca Renzi sullo ius soli e parla di alleanze (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - "Non c'è che una soluzione: non farli partire». Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, in un'intervista al 'Messaggero', che afferma senza peli sulla lingua che "lo Ius soli è un invito ai migranti e venire in Italia». L'Europa, dice, si deve schierare: "E' tutta l'Europa che si deve impegnare a non farli partire. Questo deve chiedere il nostro governo e lo deve ottenere. Se non si ferma l'esodo alla partenza, non c'è altra soluzione praticabile. Non possiamo certo respingere chi rischia di annegare in mare». Adesso, per il presidente di Fi, "introdurre lo ius soli, come il Pd vuol fare ad ogni costo, è un pessimo segnale, anche se la norma non riguarda ovviamente i clandestini. Far sapere che da oggi è più facile diventare cittadini italiani susciterà illusioni e false speranze in Africa, e quindi renderà ancora più forte la spinta migratoria".

Legge elettorale, "cambiarla è doveroso"
Berlusconi, nell'intervista, afferma anche che cambiare la legge elettorale "non solo è possibile, è doveroso. Non riesco a capire perchè una legge sulla quale tutti erano d'accordo, e che tutti hanno votato solo un mese fa, non possa essere la base dalla quale ripartire oggi. Cos'è cambiato?». Per quanto riguarda il centrodestra, Berlusconi spiega che con la Lega "ci unisce il 95% delle cose da fare e il 100% delle speranze dei nostri elettori. Certo, siamo forze politiche diverse, noi siamo orgogliosamente parte della grande famiglia del Ppe, che rappresentiamo in Italia, il centrodestra che vince in Europa alternativo alla sinistra. Ma con i nostri alleati abbiamo un rapporto ventennale, con loro governiamo grandi regioni e importanti città. Non c'è davvero ragione per rimetterlo in discussione".

No alle primarie e al Nazareno bis
Ma il leader azzurro dice no, per la scelta del candidato premier, alle primarie che sono "in sé l'assurdo" perchè è un metodo che "favorisce brogli e che riduce il confronto di idee». "Ma il tema - aggiunge - non è questo: io non sono in competizione con nessuno». Berlusconi esclude anche l'ipotesi di "larghe intese" con il Pd di Matteo Renzi, ma "apre" sulla legge di Bilancio. "Se la manovra di Bilancio - spiega - rispecchiasse la nostra politica economica e contenesse un forte taglio alle tasse e alla spesa pubblica e misure concrete contro la povertà, allora la potremmo votare. Ma vedrà che non sarà così, perchè questo è il nostro programma, non il loro». Del resto, sottolinea, "in 23 anni non abbiamo mai votato contro un provvedimento che fosse nell'interesse degli italiani, chiunque lo proponesse".