28 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Diritto di cittadinanza

Ius soli «tremendus», per Grillo un «pastrocchio all'italiana»

'Il Pd ha proposto un disegno di legge contrabbandato per Ius Soli, tenuto nel cassetto per due anni da una maggioranza contro natura, che temeva scossoni al suo interno, e che oggi viene tirato fuori per dare un minimo contentino alla sinistra che Renzi torna a blandire' ha detto Grillo

ROMA - «È arrivato il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini come cittadini italiani. Glielo dobbiamo, è un atto doveroso e di civiltà. Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto nelle prossime settimane». Le parole di Paolo Gentiloni si incuneano nel dibattito sullo ius soli e subito scatta l'»asse» temporaneo, se così si può chiamare, del fronte degli anti, di cui fanno parte non solo i partiti del centrodestra ma anche i grillini. «Questa legge non riguarda solo il diritto di questi bambini, ma interessa anche la sicurezza del nostro Paese – ha detto Gentiloni – la via contro la radicalizzazione non è la costruzione di muri, ma quella del dialogo e l'inclusione. C'è una parte dell'opinione pubblica italiana che guarda con diffidenza a questa decisione: non dobbiamo fare finta che non ci sia. Diventando cittadini italiani si acquisiscono dei diritti, ma anche dei doveri. Non sottovalutiamo l'importanza della nostra cultura e della nostra identità». Gli fa eco il ministro dell’Interno Marco Minniti, che in un’intervista a Repubblica ha sottolineato che «su questo tema dello ius soli si gioca un tema cruciale. Si gioca la partita dell'immigrazione. C'è chi dice immigrazione è uguale a terrorismo, ma è un'equazione sbagliata. C'è invece un rapporto tra terrorismo e integrazione. Un paese ben integrato è un paese più sicuro. Quelli che chiudono le porte, credetemi, sono cattivi maestri e i cattivi maestri non vanno seguiti. Questi sono bambini italiani: pensano in italiano, parlano italiano, vanno a scuola in Italia, tifano per squadre italiane: cosa c'entra tutto questo con la paura?».

"Un contentino a chi ancora si nutre di ideologie"
M5s, Lega e FdI sono sul piede di guerra, Salvini e Meloni propongono anche un referendum per far esprimere il popolo. «Quello che ci propinano è un pastrocchio all'italiana che vuol dare un contentino politico a chi ancora si nutre di ideologie» tuona i MoVimento 5 Stelle dal blog di Grillo. «Concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve essere preceduto da una discussione ed una concertazione con gli stati dell’Unione Europea, per avere regole uniformi». La gestione del fenomeno migratorio è questione europea, dicono, «abbiamo preteso che tutti gli stati facessero la loro parte per l’accoglienza, ma siamo ancora al punto di partenza. In questo quadro desolante il Pd pretende di portare in aula al Senato un disegno di legge contrabbandato per Ius Soli", cioè il riconoscimento del diritto di cittadinanza in base al luogo di nascita. «Tenuto nel cassetto per due anni da una maggioranza contro natura, che temeva scossoni al suo interno, oggi viene tirato fuori per dare un minimo contentino alla sinistra che Renzi torna a blandire, mentre coltiva l'eterno inciucio con il Pdl».

Una "sostanziale ipocrisia"
C'è una «sostanziale ipocrisia» attaccano ancora i grillini, perché la cittadinanza per chi è nato in Italia da genitori stranieri e risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito e al compimento del diciottesimo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano, così come la cittadinanza acquisita dai genitori si trasferisce automaticamente ai figli minorenni che, in Italia, sono sempre tutelati che siano essi italiani o stranieri. E allora, proseguono i pentastellati, «non parlarne e lasciare tutto come è, blaterando di xenofobia e populismo, conviene soltanto ai partiti che con le cooperative dell'immigrazione ci hanno lucrato per anni. La patina di buonismo sotto cui è nascosto questo business deve essere cancellata. L’immigrazione deve essere gestita, le leggi devono essere rispettate, chi sbaglia paga. È buon senso. Chi è contrario non è di sinistra, è uno stupido o ci guadagna».