6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00

Berlusconi lancia un appello a Pd e M5s dopo la confessione segreta di Renzi

Tra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e il segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, avrebbe avuto luogo una telefonata subito dopo la bagarre parlamentare

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si sono sentiti dopo la bagarre parlamentare sulla legge elettorale.
Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si sono sentiti dopo la bagarre parlamentare sulla legge elettorale. ANSA

ROMA – Silvio Berlusconi prova a ricucire con il Partito democratico e il Movimento 5 stelle e lancia un appello a Matteo Renzi e a Beppe Grillo che mette nero su bianco. Dopo il patatrac alla Camera il Paese è nel caos e la legge elettorale che sembrava piacesse a tutti i grandi partiti nazionali già moribonda. Non il Nazareno bis, però. Che pare anzi più in forma che mai. Il leader forzista e il segretario del Pd, infatti, si sono sentiti nelle scorse ore al telefono per trovare una soluzione comune al dilemma che affligge entrambi trasversalmente. Ed è Berlusconi a muovere i primi passi in pubblico con una nota che ha inviato alle agenzie stampa.

L'appello di Berlusconi
«Le elezioni senza una legge elettorale omogenea e adeguata sono molto difficili», esordisce l'ex Cav. «Noi invece vogliamo che gli italiani possano scegliere al più presto da chi essere governati, dopo quattro governi non scelti dal popolo, con una legge elettorale che sappia rispecchiare senza alterazioni il consenso espresso dagli elettori», prosegue Berlusconi secondo cui la legge in votazione alla Camera «è una soluzione di responsabile equilibrio che tiene conto del fatto che le leggi sulle regole devono ottenere la massima condivisione possibile».

Le responsabilità del Pd
«L'incidente di oggi in aula, su un emendamento dal quale Forza Italia ha preso immediatamente le distanze - continua la nota - non è una buona ragione per accantonare uno sforzo generoso sul quale avevamo trovato una convergenza con il Pd, con i Cinque stelle e con la Lega». Il leader forzista lancia quindi un appello alle forze politiche dalle quali quell'accordo era nato, «prima di tutto il Pd, continuare sulla sola strada che consente elezioni rapide con una legge elettorale adeguata». Se il partito di Renzi non lo facesse, prendendo a pretesto un incidente d'aula, «si assumerebbe una grave responsabilità».

I problemi di Matteo Renzi
«Mi auguro che il senso di responsabilità prevalga anche nel M5S, che se davvero è interessato ad andare presto al voto, e non agisce solo strumentalmente, dovrebbe favorire la rapida approvazione di una legge ampiamente condivisa», conclude Berlusconi che aveva parlato poco prima al telefono con Matteo Renzi, come riporta La Stampa. La conversazione tra i due leader politici avrebbe avuto luogo nel pomeriggio di ieri e il segretario del Pd avrebbe confessato all'amico-nemico di avere qualche problema di disciplina all'interno del suo partito. E che la brusca rottura che si è consumata subito dopo la bagarre parlamentare è stata inevitabile perché «se andavamo sotto sulle preferenze e sul voto disgiunto era peggio. Rischiavamo una brutta figura...».