14 ottobre 2019
Aggiornato 11:30

La Boldrini se ne va, ciaone presidenta

La presidente della Camera, Laura Boldrini, con la fine anticipata della legislatura in corso sta per lasciare definitivamente il suo ruolo politico e istituzionale

Laura Boldrini, presidente della Camera.
Laura Boldrini, presidente della Camera. ANSA

ROMA – Nella legge elettorale che è riuscita in un'impresa quasi impossibile – mettere d'accordo Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Matteo Salvini – c'è anche un gradito regalo per gli italiani. Con la fine anticipata della legislatura, una delle protagoniste più mediatiche e criticate della storia della Camera dei Deputati lascerà la sua presidenza. Laura Boldrini si prepara infatti a salutare Montecitorio. E, a giudicare dalle sue ultime dichiarazioni, sembra molto dispiaciuta per l'imminente addio. A differenza degli oltre due terzi di italiani che, invece, non hanno gradito affatto la sua avventura istituzionale.

L'imminente addio di Laura Boldrini
La presidenza della Camera di Laura Boldrini è giunta al termine. E la maggior parte degli italiani sembra tirare un sospiro di sollievo, perché nei sondaggi di opinione la sua popolarità è da tempo ai minimi termini. Sono lontani i giorni in cui il suo insediamento riceveva il plauso dei più. Oltre due terzi degli italiani, come riporta Franco Bechis su Libero, considera l'avventura istituzionale della presidenta una delle peggiori della storia della Repubblica italiana. Anche per questo, sarà quasi impossibile per la Boldrini tornare a ricoprire un ruolo di primo piano sulla scena politica nazionale. E anche lei pare esserne consapevole, come lasciano supporre le sue ultime dichiarazioni.

«Un errore concludere la legislatura anticipatamente»
In quel di Ventotene, la presidenta ha fatto capire di voler restare attaccata alla poltrona il più a lungo possibile, sottolineando che concludere anticipatamente la legislatura sarebbe un grave errore per il Paese. «Dovremmo intanto ricordare – ha detto la Boldrini - che abbiamo molti provvedimenti avviati e non ancora conclusi. Per esempio la prescrizione, la cittadinanza, il reato di tortura, il cognome della madre ai bambini, ma la lista è lunga...». Inoltre ha voluto ricordare che «l’Italia per anni è stata considerata all’estero come il Paese inaffidabile in cui i governi cambiano continuamente. Credo che non dovremmo confermare questo pregiudizio, e andare a fine legislatura lo smentirebbe».

Il cinguettio del #Tottiday
Peccato, però, che la fine anticipata della legislatura trovi d'accordo anche le istituzione comunitarie e abbia ricevuto già pure il benestare di Angel Merkel. Per la Boldrini c'è davvero poco da fare. Non le rimane che cercare di drenare un po' di consenso popolare qua e là. Come è avvenuto domenica scorsa durante il #Tottiday che ha fatto piangere dalla commozione l'intera Capitale per l'addio al calcio del suo capitano. Alla Boldrini non è mai piaciuto il calcio, ma si sa che ogni lasciata e persa: «Francesco Totti è un grande campione di calcio ma anche di umanità e solidarietà. Senza mai farsene vanto. Bravo Francesco!», ha twittato la presidenta. Ma è difficile credere che questo cinguettio disperato possa risollevare il suo consenso popolare.