6 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
Via libera al Decreto

Gentiloni: «Vaccini obbligatori. Sanzioni per i trasgressori»

«L'obiettivo dell'estensione dei vaccini obbligatori e dell'aumento delle sanzioni per il mancato rispetto è quello di evitare che le difficoltà presenti oggi si trasformino in vere emergenze». Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm. Il Ministro Lorenzin: «Ha vinto la salute, sensibilità da Fedeli»

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni
Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ANSA

ROMA - «L'evasione dell'obbligo dei vaccini comporterà l'impossibilità di iscriversi al sistema 0-6 che precede la scuola dell'obbligo» mentre «per partecipare alla scuola dell'obbligo la mancanza di documentazione produrrà sanzioni che sono dalle 10 alle 30 volte maggiori di quelle esistenti». Lo ha spiegato il Premier Paolo Gentiloni illustrando il decreto vaccini approvato dal Consiglio dei Ministri.
«E' un decreto - ha sottolineato - perché abbiamo constatato nel corso degli anni la mancanza di misure appropriate e il diffondersi di teorie anti-scientifiche che hanno provocato un abbassamento dei livelli di protezione. Non si tratta di uno stato di emergenza ma è una preoccupazione a cui il governo vuole rispondere».
«E' un decreto - ha osservato ancora il presidente del Consiglio - perché negli ultimi mesi ci sono state diverse decisioni in diverse regioni e il governo sente il dovere di dare un orientamento generale».
«Si era creata una differenza tra vaccini obbligatori e raccomandati, abbiamo sentito l'esigenza di rafforzare il numero di quelli che devono essere obbligatori» e tra questi ci sono anche «morbillo e meningite».

Lorenzin: «Ha vinto la salute, sensibilità da Fedeli»
«Ha vinto la salute delle persone, non il Minsitero della Salute, ma la salute collettiva». Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al termine del Consiglio dei Ministri, a chi le chiedeva un commento su un presunto «scontro» nel governo con il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli sul tema dell'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'iscrizione a scuola.
«Sono anni che sto provando a fare un decreto - ha detto Lorenzin - ma era impossibile. Ci si è finalmente resi conto» della necessità «dopo la meningite e i bambini in coma ricoverati per morbillo e pertosse. Abbiamo riportato questo tema di salute per quello che è: un tema di salute pubblica. Non era scontato realizzare il decreto in una settimana, c'è stata grande sensibilità da parte di tutti, anche da parte del ministro Fedeli. Per me era importante raggiungere l'obiettivo, poi sulle modalità si può discutere».
«Abbiamo superato un'impostazione sbagliata a fine anni '90 che ci fece passare da un sistema molto vincolistico a uno lassista. C'erano sanzioni, ma nessuno l'ha mai viste attuare, anche l'obbligatorietà rimaneva all'interno della vita familiare e a nessuno è mai stato chiesto il libretto vaccinale a scuola. Poi se qualcuno va a fare l'Erasmus lo chiedono, ma all'università non all'asilo. C'è stato un grande cambio culturale che abbiamo portato in questi anni. Questo decreto non sarebbe potuto arrivare 4 anni fa: arriva dopo un piano di sensibilizzazione e un piano vaccini».
«In questo momento dobbiamo riportare al 95-96% le obbligazioni obbligatorie, ma morbillo, parotite e rosolia assolutamente al 95% e dobbiamo farlo in modo molto stringente», ha concluso Lorenzin.

Fedeli: «Lavoro importante, decreto serio ed equilibrato»
«Abbiamo fatto un importante lavoro, non da oggi e non da questo incarico sono stata sempre d'accordo con l'obbligatorietà dei vaccini»: le disposizioni contenute nel decreto vaccini varato oggi dal Consiglio dei Ministri «mi pare un punto di serietà e equilibrio, sia sul significato e sul valore della salute, sia sull'importanza dell'obbligo scolastico». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, commentando il decreto vaccini a margine di una conferenza stampa alla Rai.
«La cosa che abbiamo raggiunto come punto serio - ha sottolineato - è stata condividere l'obbligatorietà da 4 a 12 vaccini, motivato dal fatto che era necessario coprire più casistiche a fronte del fatto che negli ultimi anni erano diminuiti, un punto importante condiviso da subito. Quello che è stato molto importante è stato anche l'approccio che abbiamo reciprocamente condiviso, cioè ragionare sul fatto che le responsabilità delle vaccinazioni sono in capo agli adulti. Quindi, come hanno detto molto bene Gentiloni e Lorenzin, l'attuazione di queste decisioni è fatta in modo tale che progressivamente e celerrmente rieduchiamo e sosteniamo questo percorso verso le famiglie e gli adulti. Quindi 0-6 anche per uniformare quello che avveniva in alcune Regioni in modo differenziato: era importante fare un punto nazionale e oltre a modificare e implementare le sanzioni amministrative, responsabilizziamo i genitori non solo con le sanzioni, ma anche con il fatto che se non sei vaccinato non vieni preso al nido e alla materna. Su questo faremo un lavoro straordinariamente importante con i pediatri e con azioni di coinvolgimento delle famiglie: serve responsabilizzare sempre più gli adulti sulla fascia dell'obbligo, da 6 a 16 anni, i presidi chiederanno all'atto dell'iscrizione l'autocertificazione».
«Mi pare un punto di serietà e equilibrio, sia sul significato e sul valore della salute, sia sull'importanza dell'obbligo scolastico: più istruisci, più coinvogi i genitori più i temi dei diritti in sè dei bambini vengono salvaguardati. Sono anche contenta che Lorenzin ha detto che i dati di abbassamento delle coperture delle vaccinazioni erano alla sua attenzione da molti anni. Io sono ministro da pochi mesi: bisogna sempre discutere, affrontare, guardare il merito, non si fanno schieramenti ma ragionamenti utili ai bambini, ai genitori e al Paese», ha concluso Fedeli.