23 gennaio 2019
Aggiornato 11:00

Influenza, terminate le scorte dei vaccini: troppa gente è rimasta senza

I vaccini per l’influenza stanno esaurendo e troppe persone rimarranno senza. Ecco cosa è accaduto

Finite le scorte dei vaccini
Finite le scorte dei vaccini

Se per certi vaccini ancora non siamo riusciti ad arrivare alla copertura ottimale, per quelli influenzali è sorto il problema contrario: troppe persone lo hanno richiesto. Potrebbe sembrare strano ma quest’anno vi è stato un aumento considerevole di domande e – a quanto pare – non eravamo preparati. Nel consegue che troppa gente, soprattutto anziani, sono rimasti senza vaccino. È quanto è emerso recentemente dai dati ottenuti dalla Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva.

Esauriti quasi del tutto
Purtroppo nel nostro paese sono esauriti quasi tutti i vaccini. A comunicarlo è stato Carlo Signorelli, presidente della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva. A suo avviso il problema sarebbe dovuto ad «alcuni problemi organizzativi e un aumento della domanda». Al momento, infatti, ben due aziende su tre hanno terminato tutte le scorte e troppi anziani sono rimasti fuori dalla campagna vaccinale. «Già due delle tre aziende produttrici hanno esaurito le scorte, e ovviamente non possono essere rimpinguate visto che la stagione vaccinale si esaurisce questo mese».

Troppo prudenti?
In tutta questa storia sembra esserci un concorso di colpa perché le Asl hanno fatto richieste minime, pensando di non dover eseguire così tanti vaccini e le aziende sono state decisamente poco elastiche nella produzione e fornitura. «Il problema nasce dal fatto che le Asl hanno fatto ordini 'prudenti', basati sui dati dello scorso anno, per non avere poi delle giacenze di vaccini inutilizzati. A questo si aggiunge il fatto che le aziende non sono elastiche nello spostamento delle scorte tra un paese e un altro e, probabilmente, anche una maggiore richiesta da parte della popolazione», spiega Signorelli.

Quante persone non potranno avere il vaccino?
«E' difficile stimare quante persone siano rimaste fuori dalle vaccinazioni per le carenze», racconta Signorelli. Certamente la popolazione anziana, la quale avrebbe più diritto ai vaccini, «potrebbe essere un 5% della platea. Resta però un bruttissimo segnale il fatto che non si riesca a offrire una protezione a persone che la vogliono, che non si deve ripetere. C'è bisogno di una migliore programmazione l'anno prossimo, visto che questa stagione ormai è compromessa, i giochi sono fatti», conclude Signorelli.