27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Conti pubblici

Anche Padoan si fa Dracula, 2,5 miliardi di nuove tasse «perché ce lo chiede l'Europa»

L'Italia ha finalmente risposto ai dubbi della Commissione europea sui suoi conti pubblici, inviando la tanto attesa lettera di chiarimenti su quei 3,4 miliardi che a quanto scritto prenderà per lo più dalle tasche degli italiani

Il ministro dell'Economia, Pier Carl oPadoan ha mandato la lettera di risposta sui conti pubblici italiani a Bruxelles
Il ministro dell'Economia, Pier Carl oPadoan ha mandato la lettera di risposta sui conti pubblici italiani a Bruxelles (STEPHANIE LECOCQ / Ansa)

ROMA – L'Italia ha finalmente risposto ai dubbi della Commissione europea sui suoi conti pubblici, inviando la tanto attesa lettera di chiarimenti su quei 3,4 miliardi (lo 0,2% su un bilancio di circa 850) che a quanto scritto prenderà per lo più dalle tasche degli italiani, con maggiori tasse per 2,5 miliardi (con probabili aumenti delle accise). Il restante quarto sarà recuperato con generici taglia alla spesa per 850 milioni e lotta all'evasione, con «provvedimenti di contrasto in continuità con quelli già adottati nel recente passato, estendendone la portata (leggi voluntary discolsure, ndr)».

Padoan: il contenimento del debito è «più che soddisfacente»
Nella missiva, come sempre molto generica, si è esclusa una nuova correzione dei conti pubblici nel breve termine, anche perché: «Un ritmo di aggiustamento eccessivamente accelerato colpirebbe l'economia in un momento di accresciuta incertezza politica ed economica a livello globale», ha scritto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nella lettera è poi ricordato che in vista delle stime dell'Istat sulla crescita italiana del 2016, che saranno pubblicate il 15 febbraio con una stima del governo di un +0,8%, «il Pil sarà probabilmente superiore». Quanto al debito pubblico, Padoan ha scritto che i risultati delle politiche di contenimento «possono essere considerati più che soddisfacenti».

La privatizzazione di Poste
Quanto a un'accelerazione delle privatizzazioni con la conclusione dell'operazione di passaggio ai privati di Poste Italiane, fino a ieri esclusa dal titolare del Tesoro, questa sembra essere la soluzione più conveniente dal punto di vista elettorale del governo per reperire i fondi con cui tranquillizzare Bruxelles. Non è un caso infatti che ieri il ministro alle Attività produttive, Carlo Calenda, ha detto che la seconda tranche delle Poste sarà disponibile sul mercato in estate. Le altre opzioni, certamente impopolari, sono l'aumento dell'Iva o delle accise su benzina e tabacchi, o qualche nuova tassa sul modello «Monti-Dracula», contestata dal «premier-ombra», il segretario del Pd, Matteo Renzi. Per sapere in quale direzione si muoverà l'esecutivo di Paolo Gentiloni bisognerà attendere l'approvazione del Def, prevista per maggio, è spiegato nella lettera: «Le misure sono parte di una strategia che verrà dettagliata nel Programma di stabilità ed entro l’approvazione del Documento di economia e finanza».

In caso di infrazione
Nel caso Roma non accontentasse l'Ue, che non ha intenzione di accettare misure dalle entrate imprevedibili, l'Italia vederebbe aprire una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei suoi confronti. Questo scenario, ha spiegato Padoan il nostro Paese tornerebbe a essere esposto alle tempeste della speculazione finanziaria, vista la sua scarsa credibilità internazionale. Un segnale in tal senso è arrivato dai titoli di Stato che hanno visto salire il loro rendimento di oltre il 2 per cento.