17 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Dramma epocale

Terremoto, Laura Castelli (M5s): «Ecco cos'è successo ai 28 milioni raccolti»

Il centro Italia sferzato da aventi naturali estremi è ormai in ginocchio. Polemiche sull'inutilizzo dei fondi raccolti con le donazioni

ROMA - Un sinistro sentore persecutorio, ingiusto ma inesorabile. Cade la neve, si accumula a metri sulla terra squassata dal terremoto. Un pezzo d’Italia è divenuto in poche ore un luogo lontano e isolato, piombato dentro un passato che si pensava terminato. Sugli schermi televisivi scorrono immagini sgranate, e la viva voce di chi vive sul territorio racconta la vita ottocentesca; senza telefono, luce, riscaldamento, cibo, in balia degli eventi. In questo mondo fuori dal tempo, gli italiani riscoprono il valore, ancestrale, della solidarietà. La società contadina riusciva a sopravvivere solo grazie all’unione che reggeva l’urto dell’immanenza della natura. Così per secoli, fino all’avvento della modernità secolare con relativa atomizzazione urbana. Ma corde profonde si muovono nell’animo del paese, che non perde tempo e si dona senza risparmio.

Fondi ancora non fruibili

Succede però che nei giorni della tragedia, si scopra che la generosità degli italiani viene bloccata dal demone della burocrazia. Bisogna decidere cosa fare, cosa finanziare e chi. Questo processo pare necessiti di tempi non brevi, almeno sei mesi. L’Italia, oltre ad essere un paese generoso, è anche il territorio delle mafie che allungano le unghie soprattutto laddove vi siano sciagure come quella in corso. Seppur legittimo il «principio di precauzione» rimane comunque una resa senza condizioni dello Stato. Di fronte alla criminalità organizzata, di fronte ai cittadini che hanno donato, e soprattutto di fronte a coloro che attendono gli interventi. Tragiche fotografie giungono dai campi profughi, non esiste altra definizione, costruiti nelle zone terremotate. Si vedono tende schiacciate dalla neve, case crollate sepolte, animali abbandonati, uomini e donne in fuga verso un altrove inesorabilmente inesistente.

Laura Castelli interroga il governo

La parlamentare Laura Castelli, del M5s, ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui domanda quale utilizzo si sta facendo dei fondi raccolti. Dalla risposta ricevuta dal ministro Anna Finocchiaro si evince che tali risorse verranno adoperate solamente tra qualche mese, e in ogni caso non verranno spese per «emergenze».