17 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Referendum costituzionale

Da Razzi a Scilipoti, i senatori brindano alla salvezza

Il giorno dopo il referendum costituzionale le telecamere di L'Aria che tira su La7 sono andate davanti a palazzo Madama per intercettare i parlamentari. L'abruzzese parla delle sue capacità predittive: «C'è qualcosa dentro di me che mi dà quel coso che mi dice 'Vince quello lì'»

ROMA – Il Senato è salvo dopo il fallimento del Sì al referendum costituzionale e le telecamere di L'Aria che tira su La7 sono andate davanti a palazzo Madama per intercettare i parlamentari schierati per il No. Il più "simpatico" Antonio Razzi di Forza Italia che ha parlato delle sue capacità predittive: «C'è qualcosa dentro di me che mi dà quel coso che mi dice 'Vince quello lì'»

L'ipotesi Grasso premier
Intanto il candidato più probabile a guidare il governo, dopo le dimissioni di Matteo Renzi, se pur congelate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella fino all'approvazione della manovra, è il presidente del Senato Pietro Grasso. Non ne ha dubbi Giovanni Orsina, politologo, storico e professore ordinario di storia contemporanea alla Luiss-Guido Carli di Roma nel Dipartimento di Scienze Politiche. Che sull'esito del referendum e sul presidente del Consiglio, ha detto: «Lui ha una personalità molto forte e tende a mettersi sempre al centro di tutto e ha fatto questo drammatico errore di trasformare il referendum in un referendum su se stesso». Una scelta, quella della personalizzazione del referendum, secondo Orsina, che ora contribuisce a mettere l'Italia in una posizione difficile. «Perché, all'incertezza rispetto all'assetto della Costituzione e della legge elettorale, ora si aggiunge anche quella rispetto all'assetto del governo, quindi l'Italia ora entra in acque agitate».

Un uomo di compromesso
«Quello che avremo adesso è un compromesso su un governo ambiguo che inizialmente si presenta come un governo-ponte per portare il Paese alle elezioni tra 3 o 4 mesi ma che con il tempo potrebbe consolidarsi. Credo che un possibile compromesso sia per esempio il presidente del Senato Grasso. Credo che oggi sia l'ipotesi più probabile, anche se poi ci sono tanti attori in campo e tante possibilità. Con l'idea che Grasso è double-face, sia un governo per pochi mesi, sia vedremo che qualcuno cercherà di dargli forza e portarlo fino al 2018».