16 gennaio 2021
Aggiornato 18:00
Governo Renzi

Renzi-De Luca, possiamo chiamarlo emendamento di scambio?

Pd e verdinniani hanno accantonato gli emendamenti per cambiare le regole di nomina dei Commissari alla sanità nelle Regioni commissariate, non graditi al ministero della Salute, ma il governo vuole tirare dritto. Il Movimento 5 stelle ha presentato una denuncia per voto di scambio mafioso

ROMA – Anche la legge di Bilancio piegata alle ragioni del Sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, voluto da Matteo Renzi. Il premier infatti, come denunciato dalle opposizioni, ha fatto inserire dal Partito democratico (Pd) un emendamento alla Finanziaria, uno simile è stato presentato anche dai verdiniani, che mira a stravolgere le regole sulla nomina dei Commissari straordinari alla sanità nelle Regioni commissariate, per favorire l'ascesa a commissario in Campania di Vincenzo De Luca, che in queste settimane si sta spendendo più di altri nella battaglia referendaria e di Mario Oliverio in Calabria.

Lorenzin contraria
Ad oggi la nomina a commissario «è incompatibile con l'affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento», questo il punto che il Pd avrebbe voluto cambiare con il suo emendamento, poi congelato dal relatore in commissione Bilancio della manovra, Mauro Guerra e da quello degli esponenti di Ala, anch'esso accantonato. Entrambi gli emendamenti non sono piaciuti al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, che ha fatto filtrare la sua contrarietà ad una norma che farebbe coincidere il controllato, ossia il presidente di Regione commissariata e il controllore, il commissario alla Sanità che ad oggi è un tecnico di nomina governativa.

Palazzo Chigi vuole tirare dritto
Da palazzo Chigi però insistono, ha scritto Alessandro De Angelis su l'Huffington Post: «Ore 13,40, commissione Bilancio alla Camera, dove si discute di legge di stabilità. Arriva l’emendamento firmato da Assunta Tartaglione e da altri dieci parlamentari del Pd Campano, poi c’è quello del verdiniano Pino Galati, identico ma sulla Calabria. Poche righe: si elimina il divieto per i governatori di fare i commissari alla Sanità. Il ministro Lorenzin aveva dato il parere negativo. Ma l’emendamento non viene ritirato, anzi il governo si predispone a farlo passare. Su proposta del relatore, il governo rappresentato dal viceministro del Mef Enrico Morando, dà «parere conforme» alla proposta di accantonamento. Significa, detto in modo grezzo, che il scavalca la Lorenzin, ovviamente forte di una copertura politica di palazzo Chigi e se ne riparla domani, quando – al netto di clamorose sorprese – sarà messo ai voti. Più di un parlamentare del Pd dà la stessa versione: «L’ordine di palazzo Chigi e del capogruppo è di andare dritto. Domani si vota e passa.». Anche mettendo in conto le barricate delle opposizioni».

De Luca e i commissari alla Sanità «teste di sedano»
Il governatore della Campania ha le idee chiare sulla Sanità, come ha rivelato Il Fatto Quotidiano quando ha pubblicato l'audio della riunione riservata fra il governatore e alcuni sindaci campani all’Hotel Ramada di Napoli. «Comparto della sanità: abbiamo cercato di spiegare a due teste di sedano che hanno la funzione di commissari in questo momento che non siamo la Toscana: qui la sanità privata è il 25 per cento, sono migliaia di persone. Io credo sinceramente che per come ci siamo mossi in questi mesi, ci sia rispetto da parte dei titolari di strutture private e qualificate. E possiamo permetterci di chiedere a ognuno di loro di fare una riunione con i propri dipendenti. Parliamo di migliaia di persone, quindi parliamo di un blocco abbastanza localizzato (…). Fare l’elenco dei dieci-venti imprenditori che uno chiama sul piano dell’amicizia, sul piano del rapporto personale, dell’amministrazione, al di là di tutte le questioni: per cortesia, fai questo lavoro, dimmi (…) quanti voti porti. Se non vuoi dare una mano, massima libertà, però massima chiarezza tra di noi» .

M5s presenta esposto in Procura
Il Movimento 5 stelle ha annunciato una denuncia penale contro De Luca per voto di scambio mafioso, come ha ricordato Luigi Gaetti, senatore del Movimento 5 stelle e vicepresidente della commissione Antimafia: «Ormai è evidente che da un lato De Luca istruisce gli amministratori Pd della Campania alle tecniche del voto di scambio pro 'si" al referendum di Renzi, metodi che il M5s ha segnalato alla Procura della Repubblica e dall'altro Renzi regala a De Luca la sanità campana». Gaetti ha proseguito: «Dopo che il Governatore campano ha approvato leggi regionali che gli consentono di nominare direttamente direttori generali nelle sanità, senza alcuna selezione pubblica, e di avere il controllo diretto anche delle nomine dei direttori dei distretti, cosa fa il PD per ricambiare il favore al Governatore campano elogiato da Renzi? presenta alla legge di bilancio un emendamento del PD a prima firma Tartaglione e altri parlamentari sempre del PD campani, scoperto e denunciato dalla portavoce del M5S Silvia Giordano». Il senatore ha concluso: «Norma che se approvata consentirà a De Luca di essere nominato Commissario Straordinario alla gestione della sanità in regione Campania e mettere le mani su tutta la gestione della sanità regionale che rappresenta l'80% del bilancio regionale. Chiaramente il M5S farà dura opposizione. Ma è evidente l'ennesimo disegno clientelare a cui il Pd è abituato».