13 luglio 2024
Aggiornato 18:30
Il premier ugherese: pronti a dare battaglia sulle quote

Orban: «Tra bilancio e migranti Renzi è nervoso». Il premier: «L'Italia non è il salvadanaio dell'Ue»

Non si placa la polemica tra Budapest e Roma, e si trasforma in un vero e proprio battibecco tra i due premier: Viktor Orban da un lato e Matteo Renzi dall'altro

ROMA - Non si placa la polemica tra Roma e Budapest, scaturita dalle affermazioni di Renzi  in merito ai provvedimenti che dovrebbe prendere l'Europa contro gli Stati che non accolgono. Renzi nei giorni scorsi aveva minacciato di porre il veto sul bilancio Ue se i Paesi dell'Europa centrale e orientale, che percepiscono ampi finanziamenti europei, insisteranno nel loro rifiuto di accogliere i migranti in base al sistema di "relocation" europeo. 

Orban: Renzi ha buoni motivi per essere nervoso
Oggi è giunta la risposta dal premier ungherese Viktor Orban: "La politica italiana è su un terreno difficile, l'Italia ha problemi di bilancio mentre deve far fronte ad arrivi di massa di migranti: il primo ministro italiano ha buoni motivi per essere nervoso", ha dichiarato in un'un intervista a radio Kossuth. «Ci sono buone ragioni per dar loro solidarietà e amicizia» ha rincarato Orban, «ma ciò non toglie che l'Italia non rispetta i requisiti di Schengen». «E' un compito difficile, ma non impossibile» ha proseguito il premier ungherese, aggiungendo che l'Europa non dà l'assistenza necessaria all'Italia. Ieri, era stato il ministro degli Esteri Peter Szijjarto a rispedire al mittente le accuse avanzate da Renzi, sottolineando che è Roma a non rispettare le regole dell'area Schengen in termini di accoglienza dei migranti.

Pronti a mettere il veto sulle quote
Il premier ungherese Viktor Orban ha inoltre dichiarato alla radio di voler porre il veto contro il «rospo» delle quote obbligatorie di ripartizione dei migranti nell'Ue e, se necessario, adire la Corte di giustizia dell'Unione europea per "far causa" alla Commissione di Bruxelles. "La proposta sulle quote è sempre nell'agenda in Consiglio e la presidenza" di turno "slovacca dovrebbe agire in modo da toglierla dall'agenda a dicembre», ha detto Orban. «Se ci riuscirà, e non si parlerà più di quote obbligatorie, sarà uno scenario favorevole - ha aggiunto il premier - Ma si può supporre che la situazione attuale rimarrà, cioè che in Consiglio altri vogliano far approvare le quote obbligatorie».Ma anche in quel caso è pronto il piano B: "noi mettiamo il veto. Può darsi che i Paesi più grandi continuino a voler farci ingoiare il rospo», ossia «le quote di insediamento obbligatorio. Se sarà cosi, l'Ungheria resisterà, non adempierà questa decisione, e farà causa alla Commissione europea. Ci sarà una grande battaglia. Per questo abbiamo bisogno di modificare la nostra Costituzione in seguito al referendum di 2 ottobre», ha detto ancora Orban.

Renzi: Orban ha una visione dell'Italia non puntuale
Parole non apprezzate dal premier italiano, che, ai microfoni di Radio Radicale, ha infatti sottolineato: «Il presidente Orban ha una visione dell'Italia non puntuale, in altri termini non è vero che il deficit aumenta, non è vero che l'Italia è in una situazione di difficoltà e nervosismo»«La mia risposta - ha aggiunto - è semplice. Io ho detto una cosa che probabilmente non ha fatto felice Orban: o l'Europa prende atto dei documenti che l'Europa stessa ha firmato e inizia a farsi carico dei migranti, oppure noi non abbiamo niente da chiedere, ma poiché inizia la discussione sul bilancio la piccola novità è che metteremo il veto su qualsiasi bilancio che non contempli gli stessi oneri e gli stessi onori». La posizione di Renzi, dunque, non si discosta di un millimetro, e conferma la minaccia avanzata negli scorsi giorni.

L'Italia non è il salvadanaio dell'Ue
«Evidentemente - ha insistito il presidente del Consiglio - abbiamo colto nel segno, leggo un elemento di preoccupazione nei nostri amici dell'Est ma deve essere chiaro che l'Italia non è più salvadanaio da cui andare a prendere soldi. Il tempo in cui l'Italia faceva il salvadanaio è basta è finito»