Moscovici avvisa Renzi: «Il debito deve essere ridotto»
Il Commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici prende le distanze dall'ipotesi che il punto d'incontro concordato con l'Italia per il rapporto deficit/Pil per il 2017 possa essere pari al 2,4%: «Non è la cifra che abbiamo in mente, ma l'Italia non va consegnata a forze populiste o contrarie all'Europa o all'Euro».
WASHINGTON - «Non è la cifra che abbiamo in mente». Il Commissario Ue agli Affari Economici e Monetari Pierre Moscovici prende le distanze dall'ipotesi che il punto d'incontro concordato con l'Italia per il rapporto deficit/Pil per il 2017 possa essere pari al 2,4%. In una intervista alla rete televisiva Class CNBC, l'esponente di Bruxelles segnala che le trattative con Roma sono ancora in corso «con uno spirito costruttivo e positivo» sottolineando che il deficit «va ridotto a un livello appropriato».
Le regole devono essere rispettate
Un rapporto deficit/Pil pari al 2,4% per il 2017 sarebbe accettabile per la Commissione? «Non intendo entrare sulle cifre - ha risposto Moscovici - ma queste non sono le cifre che abbiamo in mente a questo punto e il governo italiano lo sa bene. Non penso nemmeno che questa sia la cifra che alla fine raggiungeremo: di nuovo, questo è lo scopo delle discussioni che stiamo avendo».
«Stiamo discutendo con il Governo italiano - ha aggiunto - con uno spirito costruttivo e positivo. Ma anche con uno spirito serio, perchè ci sono regole che devono essere rispettate da tutti gli attori. L'Italia è un partner forte in Europa e questo significa anche mostrare che un Paese voglia dare un esempio».
Il debito pubblico deve essere ridotto
Strettamente connessa alla riduzione del deficit c'è l'esigenza di tornare a far scendere il debito pubblico italiano. «Certamente - commenta il Commissario UE - il debito pubblico è veramente troppo alto, circa il 130% (del PIl, ndr) e dev'essere ridotto. Ecco perchè sono necessarie politiche di bilancio solide ed ecco perchè stiamo avendo un dialogo forte, positivo, costruttivo con il governo italiano allo scopo di correggere le finanze pubbliche al giusto livello. Dobbiamo proseguire nella riduzione del deficit, non perchè abbiamo una cifra in mente, ma perchè c'è la necessità di ridurre progressivamente il fardello del debito che sta pesando sul futuro delle giovani generazioni in Italia e riduce anche la possibilità di sviluppare politiche pubbliche che siano forti e positive per l'economia».
L'Italia non va consegnata a forze populiste
In quest'ottica Moscovici tiene anche precisare il senso delle sue affermazioni sulla flessibilità possibile anche sulle spese sostenute per l'accoglienza dei migranti e per il terremoto. «Non è una questione di semaforo verde (da parte della Commissione Ue, ndr). L'Italia è una delle principali economie dell'Eurozona e uno dei principali partner e membro fondatore e vogliamo un'Italia forte, al cuore dell'Europa. Abbiamo come sempre bisogno dell'Italia come sempre alla testa del convoglio europeo e non consegnata a forze populiste o contrarie all'Europa o all'Euro».
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