15 novembre 2019
Aggiornato 22:00

Lega Nord, le 3 proposte di Salvini per rilanciare la crescita e mandare a casa Renzi

Il segretario del Carroccio, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, dichiara guerra al «governo della crescita zero» e illustra le sue tre proposte per far ripartire l'economia del paese e rilanciare la crescita nazionale

Matteo Salvini lancia tre proposte per far ripartire il paese.
Matteo Salvini lancia tre proposte per far ripartire il paese. Shutterstock

ROMA – Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è stato ospite di Bruno Vespa la sera del 7 settembre durante la trasmissione Porta a Porta di Rai Uno. E, numeri alla mano, con tanto di lavagnetta e pennarello ha illustrato le sue tre proposte per combattere la crisi economica e far ripartire il paese.

Salvini dichiara guerra al governo della crescita zero
Matteo Salvini ha dichiarato guerra al «governo della crescita zero». L'ha fatto durante il suo intervento nella trasmissione di Bruno Vespa, Porta a Porta, la sera del 7 settembre alle ore 23,15. In tre minuti, con cifre e proposte chiare, ha raccontato agli italiani cosa farebbe se si trovasse al posto del «bugiardo Renzi», come l'ha definito il leader della Lega Nord. Come un fiume in piena, ha parlato di legge Fornero, studi di settore, Flat tax, rottamazione di Equitalia e cartelle esattoriali.

  • Via gli studi di settore
    Ecco quali sono le proposte di Salvini per far ripartire il paese. L'Ape, innanzitutto. Andrebbe dimenticato. Il prestito pensionistico che garantirebbe ai pensionandi la possibilità di lasciare anticipatamente il posto di lavoro, secondo il segretario del Carroccio «è una boiata» perché i futuri pensionati diventerebbero ancora più poveri. Le manovre per migliorare le condizioni economiche degli italiani e far ripartire il paese dovrebbero essere altre, secondo il Salvini-pensiero. E si comincia con l'eliminazione degli studi di settore.
  • La Flat Tax al 15%
    «Libererebbero energie e risorse economiche», spiega il leader della Lega Nord durante il suo intervento. «Nel 2016, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, non stanno più né in cielo né in terra». Ma, soprattutto, per Salvini il volano che è in grado di far ripartire il paese è la Flat Tax al 15%. E, numeri alla mano, illustra lucidamente la sua proposta. «Queste sono esattamente le tasse che entrano in Italia: 44 miliardi di euro per l'Irpef e 15 miliardi di tasse sulle imprese», spiega Salvini. E aggiunge ironicamente: «Di questi tempi bisogna andare a fare il 740 con la ventiquattrore per la quantità di conti e carte che dobbiamo portarci dietro». La soluzione per vincere la crisi, invece, è quella di «chiedere il 15% a tutti: famiglie e imprese».
  • Il 10% dei 540 mld di crediti inesigibili
    In questo modo le famiglie risparmierebbero 48 miliardi di euro che reinvestirebbero nell'economia reale per aiutare l'economia del paese. Conti alla mano, però, verrebbero però a mancare circa 60 miliardi di euro alle casse dello Stato, «perché tutti pagano di meno». Ma Salvini ha la soluzione: «Secondo l'Eurispes ogni anno in Italia c'è un sommerso di 570 miliardi di euro, che sono pari esattamente a un terzo del Pil». Il motivo è semplice: «ci sono moltissimi italiani che lavorano in nero, ma non perché non vogliono pagare le tasse. Perché non ce la fanno a fare altrimenti».
  • Salvini: il problema dell'Italia sono le tasse
    Secondo il leader della Lega Nord «il problema dell'Italia sono le tasse e la soluzione non è quella di tassare di più quelli che già ne pagano troppe, ma di rendere conveniente pagare le tasse a quelli che non le pagano». Come? Anche qui Salvini ha una proposta da sottoporre a Renzi. Lo Stato ha 570 miliardi di crediti inesigibili verso gli italiani. «Invece di pretendere delle somme che non si vedranno mai, non sarebbe meglio stracciare quelle cartelle esattoriali e chiedere di pagare solo il 10% del dovuto?», scrive il segretario del Carroccio sul suo profilo Facebook. «In questo modo lo Stato avrebbe a disposizione almeno 50 miliardi di euro netti per finanziare e realizzare quelle manovre che sono davvero importanti per il paese», conclude Salvini.