20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Polemica leader FdI e premier

Marò, Meloni: «Giusto far sfilare Girone», Renzi: «No, questione di buon senso»

Il premier annuncia che i due fucilieri di Marina non parteciperanno alla parata del 2 giugno. Per Giorgia Meloni sarebbe stato un modo per ripagare i militari «dell'assoluta assenza di attributi dei Governi»

ROMA - Continua la polemica innescata in seguito all'annuncio del premier Matteo Renzi di non far sfilare i due fucilieri di Marina alla manifestazione del 2 giugno. «Assolutamente no. Sarebbe stato giusto far sfilare Salvatore Girone». A dirlo è Giorgia Meloni, a Coffee break su La 7, che, nei giorni scorsi, in seguito alla decisione del Tribunale arbitrale dell'Aja, chiedeva che i due militari fossero presenti alla festa delle Forze Armate. «Non so per Massimiliano Latorre, dipendeva dalle sue condizioni di salute – continua la candidata al Campidoglio –. Lo avevo chiesto ufficialmente». Per Meloni, far sfilare i due fucilieri sarebbe stato un modo per ripagare i due «dell'assoluta assenza di attributi che i Governi hanno dimostrato nel difenderli in questi anni».

Ritorno Girone per azione buon senso non reclamizzata
All'annuncio del ritorno in patria di Salvatore Girone, dopo tre anni e tre mesi di soggiorno obbligato nell'ambasciata italiana in India, il premier aveva assecondato la proposta della Meloni, annunciando che i due fucilieri avrebbero sfilato il 2 giugno per la festa della Repubblica. Poche ore dopo, però, i dietro front: i due marò non possono essere esibiti come «bandierine». Come spiega Renzi nella sua ultima e-news, «adesso i marò sono in Italia. Sono tornati per un'azione di buon senso, paziente e non reclamizzata. E il buon senso ci deve continuare a guidare». È questione di buon senso, dunque, l'assenza dei due marò alla parata: «Ecco perché siamo felici che questa manifestazione del 2 giugno sia la prima dopo anni in cui nessun nostro soldato è privato della propria libertà all'estero. Ma non utilizzeremo il 2 giugno per strumentalizzare alcunché». «Massimiliano e Salvatore - aggiunge ancora il premier - sono di nuovo in Italia. Hanno il diritto di stare con le loro famiglie. Noi continueremo a lavorare con buon senso e serietà, senza strumentalizzazioni più dannose che inutili».

Le responsabilità politiche e istituzionali dell'Italia
Renzi ricorda snche che «per settimane e per mesi ogni qualvolta scrivevo sui social i risultati concreti dell'azione di Governo, un gruppo di utenti rispondeva puntualmente: Sì, vabbè. E i marò? Legge elettorale? Sì, vabbè. E i marò? JobsAct? Sì, vabbè. E i marò? Riforma costituzionale, buona scuola, pubblica amministrazione, investimenti in cultura, 80 euro, variante di valico, Expo, Imu e Tasi? Sì, vabbè. E i marò?». In parte, secondo Matteo Renzi, questa tipologia di risposta dipenderebbe da un atteggiamento critico di chi «vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, in tutto». Atteggiamento legittimo, continua il presidente del Consiglio, ma in parte, però, «questo ritornello nasceva dalla sensazione di impotenza del Paese per una vicenda nata male, con responsabilità politiche e istituzionali evidenti anche da parte italiana, e proseguita peggio», conclude il premier.