15 ottobre 2019
Aggiornato 16:00

Marò, Girone in Italia. Meloni: «Mi auguro che ora la farsa sia finita»

Secondo il leader di FdI, è colpa dei governi Monti, Letta e Renzi se il fuciliere di Marina implicato nella controversia internazionale sul caso dell'Enrica Lexie Salvatore Girone è rimasto in India. Ora il Tribunale dell'Aja ha deciso che il marò Salvatore Girone potrà stare in Italia durante l'arbitrato

ROMA «A nome di tutti gli italiani voglio chiedere scusa al nostro fuciliere di Marina per tutto il tempo perso ma purtroppo con Monti, Letta e Renzi siamo stati governati da gente più attenta a tutelare lobby e faccendieri che non a difendere l’interesse nazionale». È così che Giorgia Meloni saluta la decisione del Tribunale dell'Aja che accoglie la richiesta della diplomazia di Roma: il fuciliere Salvatore Girone potrà stare in Italia durante l'arbitrato.

Pronti a riabbracciamo Girone
«Dopo quattro anni di vergogna, l'Italia potrebbe tornare ad abbracciare Salvatore Girone», scrive Giorgia Meloni. Il Tribunale internazionale dell'Aja che ha accolto la richiesta italiana ha inoltre invitato le parti a concordare le modalità di rientro in Italia del marò. «Mi auguro che questa farsa sia finita e che anche le accuse ai nostri marò siano velocemente archiviate», aggiunge sul suo profilo Facebook il leader di Fratelli d'Italia. Intanto l'altro fuciliere coinvolto nella controversia internazionale, Massimiliano Latorre, è già in Italia e potrà restarvi, come disposto da un tribunale indiano, almeno fino al 30 settembre prossimo.

Renzi chiama Girone
Il premier Matteo Renzi ha parlato direttamente con il fuciliere di Marina in India: «è un passo avanti davvero significativo al quale abbiamo lavorato con grande dedizione e determinazione», ha affermato Renzi, il quale ha preso la palla al balzo per lanciare un messaggio di collaborazione al «grande popolo indiano» e al primo ministro Narendra Modi: «Siamo sempre pronti a collaborare», dice il presidente del Consiglio.

Farnesina: una buona notizia
Anche la Farnesina parla di «una buona notizia», seguita ad un lungo lavoro da parte del Governo per sottoporre l’intera vicenda all’arbitrato internazionale e per riportare a casa i due Fucilieri di Marina. «L’ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato», si legge in una nota della Farnesina. Una buona notizia non solo per i due fucilieri, ma anche «per le ragioni sostenute dal Governo e dai nostri legali». Ora la palla passa al Governo indiano: «Il Governo conta su un atteggiamento costruttivo dell’India anche nelle fasi successive e di merito della controversia».

Presto le consultazioni con l'India
Come aggiunge ancora la Farnesina, la decisione del Tribunale de L’Aja recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che «avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale». Il primo passo che farà il Governo sarà avviare immediatamente le consultazioni con l’India in modo che siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale. Nella nota della Farnesina si legge ancora che il Governo sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del Sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all’Italia o all’India la giurisdizione sul caso della Enrica Lexie.