17 agosto 2019
Aggiornato 22:30
Unioni Civili

Alfano: «Non vado al Family Day solo perchè sono Ministro dell'Interno»

Il leader NCD all'Huffington Post: «Ma sarò in piazza con la mente e con il cuore». Sacconi-D'Ascola: «Forzature pericolose per il Governo. Serve un attento esame dei nodi divisi».

ROMA - Angelino Alfano non andrà al Family day perchè il suo incarico di ministro dell'Interno glielo impedisce. Lo afferma lo stesso Alfano, sottolineando che «ricoprendo l'incarico di ministro dell'Interno ho il compito di supervisionare che l'intera manifestazione si svolga in un clima sereno e ordinato. È l'unica cosa che mi impedisce di andare: sarò in piazza con la mente e con il cuore».

«Sì a più diritti, no a un'equivalenza con il matrimonio»
«È un grave errore del Pd - spiega il leader di Area popolare in un'intervista all'Huffington Post - mettere insieme quelli che sono i diritti patrimoniali di due conviventi con il tema di adozioni, perchè così facendo si apre la porta a un'equiparazione con il matrimonio. Su questo la mia posizione è chiara: sì a più diritti, no a un'equivalenza con il matrimonio».
«È di buon senso - aggiunge Alfano - auspicare un allargamento delle tutele per chi convive, è altrettanto di buon senso affermare che se si paragonano le unioni civili con i matrimoni, e si pensa a un insieme analogo di diritti e di doveri, si smonta la famiglia così come è prevista dalla Costituzione. E inoltre qualunque giudice potrebbe a quel punto consentire l'adozione».

Sacconi-D'Ascola: «Forzature pericolose per governo»
Eventuali forzature nell'esame parlamentare ddl per le unioni civili sarebbero «pericolose per la stabilità del governo». Lo affermano i senatori di Area popolare Maurizio Sacconi e Nico D'Ascola, secondo cui «sarebbe davvero incredibile se, dopo il mancato esame da parte della commissione giustizia di quasi tutto il testo, l'assemblea del Senato fosse pesantemente limitata nell'esame degli emendamenti dalla combinazione di ostruzionismo e cosiddetto canguro. La violazione dell'articolo 72 della Carta diventerebbe ancor più patente e motiverebbe ampiamente domani un ricorso di incostituzionalità».

«Serve un attento esame dei nodi divisi»
«Dovremmo anzi ritornare - aggiungono i due senatori - seppur con tempi certi, in commissione per realizzare quell'esame approfondito articolo per articolo che non c'è stato. E in ogni modo una legge di tale portata, con cui cambierebbe l'antropologia della costituzione materiale della nazione, richiede un tempo corrispondente alla rilevanza del tema trattato, non inferiore a quello di leggi ordinarie che in materie come il lavoro hanno richiesto, per volontà della sinistra, tempi non brevi allungati in un caso dal rinvio alle Camere per ragioni di merito da parte del presidente della Repubblica».
«Accingiamoci quindi - concludono Sacconi e D'Ascola - un esame attento dei nodi divisivi, dalla distinzione tra convivenze e matrimonio ai diritti dei minori a un'educazione compiuta, alle pratiche di commercio dell'umano. Ogni forzatura darebbe luogo a reazioni dagli esiti imprevedibili per la stessa stabilità di governo».