5 giugno 2020
Aggiornato 15:30
Il ministro al forum Ambrosetti di Cernobbio

Gentiloni: «Bisogna ridiscutere le regole Dublino, o l'Ue è a rishio»

Il ministro degli Esteri ha assicurato che l'Italia farà di tutto per evitare le minacce alla libera circolazione

CERNOBBIO (askanews) - Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, è intervenuto al forum Ambrosetti di Cernobbio al termine del tavolo dei lavori dal tema: "Sicurezza globale: quali implicazioni per il business e le persone".

Gentiloni: Bisogna ridiscutere le regole di Dublino
«Occorre ridiscutere le regole della convenzione di Dublino. Se non ridiscutiamo le regole di Dublino finiremo per ridiscutere di Schengen e dunque della libera circolazione delle persone nella comunità europea una condanna per la classe dirigente europea, una cosa a cui il governo italiano farà di tutto per evitare che si arrivi», ha dichiarato il ministro degli Esteri in chiusura del suo intervento al tavolo dei lavori «Sicurezza globale: quali implicazioni per il business e le persone» al forum Ambrosetti a Cernobbio.

I governi devono ridurre la percezione del rischio
«Di fronte alla nuova minaccia per la sicurezza e l'ordine mondiale, quella in cui si mischiano politica estera e interna, in cui sempre più minaccia reale e percepita si accavallano, siamo molto più impreparati» ha aggiunto Gentiloni. «Il compito dei governi - ha spiegato il ministro - è da una parte quello di fronteggiare la minaccia reale e dall'altra fare i conti con la gestione della percezione del rischio perchè può alimentare paure e influenzare l'economie e, chiudendo il cerchio, incidere sulla sicurezza».

Nell'area del Mediterraneo serve un nuovo approccio multilaterale
Inoltre nell'area del Mediterraneo secondo il ministro degli Esteri occorre un approccio nuovo multilaterale. «Dobbiamo riconoscere che una fase, mi riferisco a quella interventista, che ha rappresentato un modo per rispondere a una minaccia, è finita. Il bilancio può essere controverso, ma è chiusa per decisione del principale protagonista, gli Stati Uniti». Ora, ha proseguito Gentiloni «bisogna avere il coraggio di dire che serve un modo nuovo, un approccio multilaterale accompagnato da forza e cooperazione economica. Non c'è una strada diversa per affrontare la situazione nella Regione: vale per l'Iran, la Libia. Può funzionare - ha concluso - non è facile a condizione di costruire un contesto di cooperazione coi principali soggetti coinvolti e alcuni di questi soggetti meritano di essere ascoltati».

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