21 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Il caso

Hacking Team, dati sensibili al sicuro

E quanto spiegano fonti qualificate al nostro sistema di Intelligence che specificano poi che l'Aise, il nostro sistema di sicurezza estero, aveva acquistato il software hackerato «nel perimetro della legge e senza violare alcuna regola». Intanto il Direttore dell'Aise precisa di non aver mai inaugurato lo stand alla mostra di Abu Dhabi.

ROMA (askanews) - Dopo il caso esploso per l'attacco informatico ad Hacking Team sono già «in corso approfondite verifiche e nulla si esclude sul furto dei dati». E quanto spiegano fonti qualificate al nostro sistema di Intelligence che specificano poi che l'Aise, il nostro sistema di sicurezza estero, aveva acquistato il software hackerato «nel perimetro della legge e senza violare alcuna regola». Comunque, si insiste, «non sono stati compromessi dati sensibili rilevanti o obiettivi di ricerca» anche grazie al «filtro e alle barriere di protezione poste in essere dagli esperti della stessa Aise».

Collaborazione stretta tra pubblico e privato
Dopo le polemiche sollevate quando il caso è stato reso pubblico, le stesse fonti dei nostri Servizi tengono poi a sottolineare che «non c'è niente di strano che in un momento di spending revew interna, certi sistemi non siano prodotti in housing ma acquistati da società specializzate per obiettivi mirati che non vanno ad incidere, e dunque non risultano strategici, per i compiti dell'intelligence stessa».
In particolare, si fa presente, che «da tempo» la nostra intelligence, sotto la guida di Giampiero Massolo, ha avviato una forte campagna di sensibilizzazione sui temi legati al cyber sottolineando «la necessità di serrare meglio la rete di una sicurezza partecipata che vive sempre più di una collaborazione stretta tra pubblico e privato».

Direttore Aise mai inaugurato stand Abu Dhabi
In riferimento alla visita del ministro della Difesa, Roberta Pinotti al Salone Idex 2015, la mostra di armamenti svoltasi ad Abu Dhabi nel febbraio scorso, fonti dei nostri servizi di sicurezza fanno presente che il direttore dell'Aise, Alberto Manenti, non ha mai partecipato alla sua inaugurazione e che, quindi, non ha mai potuto guidare lo stesso ministro al nostro stand come, invece, sostenuto dopo le indiscrezioni di Wikileaks, a seguito del caso Hacking Team.
Le stesse fonti hanno fatto sapere, poi, che «il generale Manenti non ha, quindi, viaggiato con il ministro della Difesa».