21 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Quito vuole riconscimento asilo da parte di Stoccolma

Svezia ed Ecuador litigano, interrogatorio Assange a rischio?

Tre mesi dopo il via libera di Julian Assange al suo interrogatorio da parte della magistratura svedese, la vicenda rimane a un punto morto a causa di un disaccordo fra le autorità di Stoccolma e il governo dell'Ecuador, presso la cui Ambasciata a Londra il fondatore di WikiLeaks si è rifugiato nel 2012 per evitare l'estradizione

LONDRA (askanews) - Tre mesi dopo il via libera di Julian Assange al suo interrogatorio da parte della magistratura svedese, la vicenda rimane a un punto morto a causa di un disaccordo fra le autorità di Stoccolma e il governo dell'Ecuador, presso la cui Ambasciata a Londra il fondatore di WikiLeaks si è rifugiato nel 2012 per evitare l'estradizione.

Concessione asilo?
Quito insiste infatti sul riconoscimento da parte svedese dell'asilo concesso ad Assange, richiesta che Stoccolma considera impossibile da soddisfare in quanto in base al diritto internazionale non è possibile per un Paese riconoscere l'asilo concesso da un altro; la magistratura svedese - che ha definito «poco chiari» i motivi dell'atteggiamento ecuadoriano - si è comunque offerta di firmare un accordo generale sulla cooperazione legale bilaterale, in merito al quale attende una risposta. Secondo fonti svedesi due membri della Procura di Stoccolma si erano recati a Londra il 16 giugno per poter interrogare Assange ma il governo dell'Ecuador non aveva dato il proprio benestare; circostanza smentita da Quito secondo la quale nessun funzionario svedese si è mai presentato in Ambasciata riguardo alla questione di Assange.

Interrogatorio all'estero?
I legali di Assange si erano già detti disposti nel marzo scorso ad accettare la proposta di un interrogatorio presentata della Procura din Stoccolma: la magistratura svedese da parte sua aveva reso noto di aver deciso di accettare la possibilità di un interrogatorio all'estero - a lungo rifiutata - per evitare il rischio di una prescrizione dei reati, la maggior parte dei quali scadrebbero la settimana prossima ad eccezione dello stupro, perseguibile fino al 2020. Assange si era rifugiato nell'Ambasciata ecuadoriana nel giugno del 2012 per sfuggire a un mandato d'arresto internazionale che la Gran Bretagna intende comunque eseguire nel momento in cui dovesse abbandonare la sede diplomatica.

Accusa infamante
Assange è ricercato dalla magistratura svedese in seguito a due accuse di abusi sessuali, di cui il fondatore di WikiLeaks si è sempre dichiarato innocente: il suo timore è tuttavia che Stoccolma possa poi estradarlo negli Stati Uniti a causa della diffusione dei documenti riservati del Dipartimento di Stato, estradizione che Washington non ha comunque finora mai richiesto.